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La recensione
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CIACCI: PROFESSIONE STUDENTE, edizioni
IL PENNINO |
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Se non lo trovi nella tua libreria, puoi richiederlo via email a Dino Aloi, delle Edizioni "Il pennino", autore della prefazione del volume a fumetti: puoi scrivergli a ilpennino@humourcomix.com |
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Perché un fumetto ambientato a scuola? |
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È molto semplice: a meno che un giovane non faccia parte di una carovana
di girovaghi, alla scuola tra lezioni, compiti, amicizie, innamoramenti,
gite, preoccupazioni, paure, interrogazioni, soddisfazioni dedica di solito
molto tempo. Inoltre è un’esperienza comune alla maggior parte delle
persone. C’è chi nella vita fa il vigile urbano, chi il disc jockey,
ma tutti sono stati studenti e hanno ricordi di quei tempi quasi sempre
molto belli, pieni di compagni di classe straordinari e spiritosissimi. In passato poi c’erano, a seconda degli indirizzi, alcune scuole miste e altre no. Anni fa, ad esempio, vicino all’istituto Tecnico (soli maschi) c’era l’istituto d’Arte (maschi e femmine). Quelli dell’istituto Tecnico avevano degli sguardi dai quali si capiva che avrebbero dato chissà cosa pur di essere in una classe mista. Come biasimarli? |
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| Quando all’istituto
d’Arte era assente il professore, gli studenti si mettevano a fare il gioco
della bottiglia con baci e schiaffi per penitenza a seconda delle circostanze;
al Tecnico pure, con la differenza che essendo tutti maschi volavano solo
schiaffoni. Eppure vent’anni dopo eccoli lì gli studenti del Tecnico, pronti a giurare che "il periodo più bello è quello della scuola". E forse non hanno tutti i torti. Foto di Bruno D’Alfonso Foto di Francesco Cascioli |
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