MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
COSTI di INSERIMENTO su GOOGLE

I sistemi per l’indicizzazione
di un sito internet su Google

Iniziamo con alcuni consigli sul tema dei “nomi adatti per le pagine internet”.
NON usare mai lettere accentate.
NON "caffè-preferiti-perù.htm" ma "caffe-preferiti-peru.htm", non "vita-di-città.htm", ma "vita-citta.htm". L’apostrofo è ammesso, mentre sono da evitare tutti i segni di punteggiatura
 
Usa sempre il minuscolo.
NON San-Francesco.htm, ma san-francesco.htm. Il nome della pagina può anche esser scritto con l’iniziale maiuscola - su internet funzionerà ugualmente - ma poi è facile sbagliarsi nel creare il collegamento. Se vi imponete di usare solo le minuscole diminuiscono le possibilità di sbagliare.

Inserisci il trattino invece dello spazio bianco.
NON "cosa vendiamo ai visitatori.htm", ma "cosa-vendiamo-visitatori.htm" altrimenti su internet gli spazi vuoti vengono sostituiti da inestetici e incomprensibili segni, visto che "spazio vuoto" è visualizzato come "%20".
 
Usa nomi chiari, almeno due parole, senza articoli.
NON "foto.htm" ma "foto-mare-sardegna-2005.htm" NON "catalogo.htm", ma "catalogo-vendita-scarpe.htm". NON "le-foto-di-Luisa-e-di-Mario.htm", ma "foto-luisa-mario.htm".

Google suggerisce di provare a far visionare il proprio sito da Lynx.
Consiglia Google:
”Utilizzate un browser di testo come Lynx per esaminare il vostro sito, in quanto molti spider dei motori di ricerca rilevano il sito allo stesso modo di Lynx. Se caratteristiche avanzate quali Javascript, cookies, ID di sessione, frame, DHTML o Flash vi impediscono di visualizzare l’intero sito in un browser di testo, anche gli spider dei motori di ricerca potrebbero incontrare problemi durante la scansione del vostro sito.”

Google non chiede soldi per l’indicizzazione di un sito internet

Molta gente pensa che il posto in classifica su Google.it si paga, che il motore di ricerca venda l’essere primi nei risultati, mentre non è così. Non è possibile ottenere a pagamento l’inserimento nei primi posti visualizzati da Google, ma solo acquistare gli spazi pubblicitari visualizzati a destra dei risultati. Google guadagna vendendo ad aziende il suo sistema per creare motori di ricerca interna, e poi vende pubblicità, che però è manifesta, presente in riquadri accanto alla lista dei primi dieci siti, e segnalata dalla scritta "collegamenti sponsorizzati".
Ebbene: pochissime notano quelle pubblicità!
Questo perché su internet siamo sempre spasmodicamente intenti a non farci distrarre da nulla, concentrati su quei primi 10 risultati che - si spera - contengano l’informazione ricercata.
La mente di chi cerca informazioni su internet è ormai a senso unico: ha paura della novità. Per le troppe pubblicità non gradite, pop up, pulsanti misteriosi, registrazioni di cui si sospetta la buona fede, ecco che l’utente certe cose o non le vede o ne ha una paura superiore alla curiosità. Di sicuro c’è che, nell’esitazione, certi pulsanti non li schiaccia mai. Tipici sono i quattro pulsanti di Google oltre all’unico usato da tutti, il primo, l’insostituibile  "WEB".
Il 90% degli utenti non ha mai visitato "Gruppi" o "Directory". Non ha mai schiacciato "mi sento fortunato" che merita il premio di "peggiore descrizione di pulsante" della storia di Internet: doveva chiamarsi "apri direttamente il primo indirizzo che consigli".
Il realizzatore di pagine deve tener conto di questa paura, di questa prudenza, e scegliere sempre soluzioni scontate, classiche, già viste, entrate a far parte del modo di navigare degli utenti.

Il monopolio di Google.it nell’indicizzazione di un sito internet

Negli ultimi anni Google si è trasformato nel più importante strumento di ricerca su Web, tanto da acquistare un ruolo in qualche misura anche "politico" e "commerciale". Google, svolge anche - e quasi inevitabilmente - una funzione di selezione e di filtro. Davanti alla sterminata quantità di informazioni disponibile in rete, l’uso di strumenti di selezione è certo necessario, e nel complesso Google svolge assai bene il suo lavoro. Il ruolo-chiave di Google non deve essere sottovalutato: anche un motore di ricerca non è mai uno strumento totalmente neutrale.
Alcuni commentatori hanno sottolineato il ruolo di possibile ’grande fratello’ che viene a delinearsi per il motore di ricerca. La gestione di Google per ora non sembra giustificare queste preoccupazioni, ma è bene comunque tenerle presenti.
Noi italiani che abbiamo i monopoli di Berlusconi, noi che giustamente sopportiamo male Bill Gates, noi siamo, come miliardi di altre persone nel mondo, fruitori di un servizio monopolistico: Google.
Magari la gente non l’ha mai visto sotto questa luce, anche perché il motore rende servizi ottimi e ormai insostituibili, e proprio questo "insostituibili " potrebbe in futuro essere un problema.
Il tutto avviene senza che la gente abbia chiaro come Google svolge il suo servizio, come realizza le sue classifiche. L’utilizzo dei dati archiviati non è chiaro. Il suo funzionamento non è di dominio pubblico. Il modo nel quale posiziona le pagine è un segreto commerciale, fuori da qualsiasi supervisone esterna. La maggioranza delle persone non sanno come Google guadagna, come si ripaga dei suoi computer messi a disposizione gratis sulla Rete.
Questa posizione di "forza eccessiva" di Google, è l’aspetto più preoccupante.
Domina il mercato dei motori di ricerca, tanto che nessuno può permettersi di ignorare Google, e indicizza così bene il web che pochi utenti pensano di utilizzare un altro motore. Google è una compagnia privata statunitense che ha come "policy" il raccogliere la quantità maggiore possibile di informazioni su tutti coloro che utilizzano il suo strumento di ricerca. Google archivierà il vostro indirizzo IP, la data, l’ora, le caratteristiche del vostro browser, nonché quelle del sistema operativo, e le chiavi di ricerca immesse.
Questo significa che Google costruisce con gli anni un profilo dettagliato delle chiavi di ricerca.
Google sa probabilmente - anche se ancora non sa come sfruttarlo - che malattie hanno avuto i vostri bambini e quale è il vostro "avvocato divorzista", o - se questo sembra un po’ eccessivo - comunque Google sa in che data avete chiesto "avvocato divorzista" e quale siti consigliati avete scelto di visitare.
Ormai a Google non si scappa.

Monopolio di Google. Contro.

Noi italiani che abbiamo avuto i monopoli di Berlusconi, noi che giustamente poco sopportiamo Bill Gates, siamo, come miliardi di altre persone, fruitori di un servizio monopolistico: Google.it
Magari non l’abbiamo mai visto sotto questa luce, anche perché il motore rende servizi ottimi e ormai insostituibili, e proprio questo "insostituibili " potrebbe in futuro essere un problema.
Il tutto avviene senza che la gente abbia chiaro come Google.it esplica il suo servizio, come realizza le sue classifiche.
 
Come segnala Danilo Moi nella sua "Breve indagine su Google",
la posizione di "forza eccessiva" di Google è l’aspetto che più ci interessa, e ci può e ci deve preoccupare.
Google è una compagnia privata statunitense che ha come "policy" il raccogliere la quantità maggiore possibile di informazioni su tutti coloro che utilizzano il a suo strumento di ricerca.
Questo archivierà il vostro indirizzo IP, la data, l’ora, le caratteristiche del vostro browser, nonché quelle del sistema operativo, e le chiavi di ricerca immesse.
Introduce nel vostro computer un cookie che non scadrà fino al 2038. Questo significa che Google costruisce con gli anni un profilo dettagliato delle chiavi di ricerca.
Google sa probabilmente - anche se ancora non sa come sfruttarlo - quando avete ipotizzato di essere incinta, che malattie hanno avuto i vostri bambini e quale è il vostro "avvocato divorzista" o - se questo onestamente appare un po’ eccessivo - comunque quel motore di ricerca sa in che data avete chiesto "avvocato divorzista" e quale siti consigliati avete prescelto. Infatti la tanto amata Google toolbar spiffera anche l’indirizzo di tutte le pagine che avete visto.
Domina inoltre il mercato dei motori di ricerca tanto che nessun sito può permettersi di ignorarlo, e indicizza così bene il web che pochi utenti pensano di utilizzarne un altro. Il modo nel quale posiziona le pagine è un segreto commerciale, fuori da qualsiasi supervisone esterna.

A favore del monopolio di Google nell’indicizzazione di un sito internet

Per quanto riguarda le riflessioni sul monopolio di Google, molte critiche rivolta a Google sono ugualmente muovibili ad una qualsiasi altra azienda che offre servizi in rete.
Il vero dettaglio importante per cui non può essere ingiusto paragonare il monopolio di Google (perché c’è, questo è innegabile) a quello di Microsoft, è che Google non fa nulla nei tuoi confronti che tu non possa evitare. In effetti si tratta di un intermediario. Le informazioni che Google raccoglie non sono pubblicate a priori da una singola entità. Google le raccoglie e le rende di facile accesso, ma non le crea. Se io faccio una pagina su di me, lo faccio con l’intento di farmi conoscere. Se poi voglio che Google non la raccolga, mi basta mettere dentro di essa un comando che istruisce il motore di ricerca a non catalogarla (il tag ’no-robot’ di cui si parla per il Google Bombing di Berlusconi). Google è solo un sintomo manifesto del grande circolare di informazioni che ci sono nella rete. Quando abbiamo la febbre e la nostra temperatura sale, non ce la prendiamo con la temperatura alta, ma con la febbre. Allo stesso modo non dovremmo prendercela con Google, ma pensare a gestire meglio la nostra identità "digitale".

MSN.com è il motore di ricerca di Bill Gates

MSN.com è il motore di ricerca di Bill Gates. È uno dei più utilizzati dagli utenti, perché nel caso si digiti il nome di un sito sbagliato su Internete Explorer, searchmsn.com apre una finestra che risponde "sito inesistente" aprendo un elenco di siti simili, in pratica si tratta di un codice che scatta in automatico quando il nome di un sito è sbagliato.
Inoltre msn.it è settato come pagina iniziale di internet direttamente dal sistema operativo window di Bill Gates-Microsoft. Molti utenti non sanno come cambiare questa impostazione. Si fa portandosi sulla pagina che si predilige come inizio, ad esempio Google.it; una volta sulla pagina si sceglie dal menù strumenti / opzioni / e si preme "pagina corrente", così d’ora in poi il computer la sceglierà come pagina iniziale.
Basandosi su questa ignoranza, Msn se ne approfitta ed ha un numero di utenti maggiore.
L’unico altro motore di ricerca da tener presente è Yahoo, che ha alcuni punti di forza (ad esempio yahoo gruppi, il miglior gestore gratuito di mailing list, o Geocities, che regala spazi web a chiunque). Yahoo nelle sue ricerche si muove autonomamente, cataloga nuovi siti senza bisogno di andarglieli a segnalare.

Le pagine del sito: contenuti e posizionamento

Cosi come consideriamo importante associare il nome dominio alle parole chiave, consideriamo i nomi delle nostre pagine un importante primo passo verso un buon posizionamento. La corrispondenza tra le parole chiave e i nomi delle pagine, (parolachiave.htm – Parolachiave.asp – parola-chiave.html ecc.) viene comunque presa in considerazione dai motori di ricerca che indicizzano le pagine proprio a partire dal nome del file. L’operazione di nominare gli oggetti contenuti nel vostro spazio web può essere estesa anche alle cartelle, per cui sarebbe meglio avere una cartella chiamata parolachiave piuttosto che images.

Titolo <title> e posizionamento su Google

Tutte le pagine vanno titolate. I motori di ricerca attribuiscono una grossa importanza al titolo questo rappresenta come nel linguaggio comune la sintesi dei contenuti della nostra pagina, così come il titolo di un libro racconta già parte della storia, il motore di ricerca tende a considerare il valore presente nel Tag <title></title>, titolo appunto, un fondamentale indicatore dei contenuti della pagina.
Un buon <title></title> dovrebbe comprendere la parola chiave, meglio ancora se inizia con la stessa, e non dovrebbe essere troppo lungo per evitare che la nostra keyword perda importanza.
In ultimo la grande maggioranza di motori e directory usa il titolo della pagina per presentare il risultato di una ricerca. Quando Google restituisce i primi 10 risultati, la parte attiva è proprio il campo title, quindi il vostro titolo dovrà anche essere in grado di catturare l’attenzione del navigatore che ha effettuato la ricerca.

La struttura delle pagine può favorire il posizionamento sui motori di ricerca

La buona pagina per i motori di ricerca è quella che si presenta con un Titolo in apertura, del testo corposo e dei link a piè di pagina. Questo tipo di layout paga molto al fine del posizionamento su Google e sui motori di ricerca, ma forse non rende al meglio dal punto di vista grafico.
Un giusto compromesso, in grado di ovviare anche alla scarsa resa grafica, è sicuramente quello che prevede l’utilizzo di una semplice tabella dove in una cella in testa inseriremo un logo grafico, sotto, in due colonne verranno inseriti, a sinistra il menù e a destra i contenuti della pagina. La struttura può essere chiusa con una cella a piè di pagina dove inserire i riferimenti societari o altri links di rimando.

Menu testuale e posizionamento su Google

Il modo migliore ed ottimale per costruire un menù è quello di linkare le varie pagine del sito con collegamenti testuali, dove per ognuna delle pagine avremo un link che la richiama proponendo già la parola chiave. Il menù testuale permette di utilizzare le "etichette" (che vengono spiegate in altra parte di questo sito).
Un modo efficace e poco invasivo di utilizzare questa tecnica è quello di riproporre i collegamenti testuali a piè di pagina in una sorta di menù riepilogativo o di iterazione della pulsantiera. Questo porterà il doppio vantaggio di aumentare le possibilità di posizionamento e migliorerà la navigabilità del sito.

Tag H1 H2 H3. I titoli della pagina sono un fattore chiave nel posizionamento su Google

Il titolo della pagina - che per non confonderlo con il campo title d’ora in poi chiameremo "titolone" - ha un’importanza fondamentale, così come i sottotitoli dei paragrafi che si incontrano nel corso della pagina. I "titoloni" in gergo informatico vengono chiamati Tag H1 H2 H3. Indicano che quel particolare testo verrà pubblicato in "corpo" grande, con caratteri più grossi e visibili del resto del testo in html. I titoloni rappresentano i diversi livelli di importanza e di riassunto di una vicenda. I quotidiani e le riviste usano i titoli in maniera accurata. Sanno che di un giornale forse non si leggono tutti gli articoli, ma tutti i titoli sì. Se gli "umani" hanno inventato il titolo, qualche motivo ci sarà. L’invenzione risale ad uno dei bibliotecari della grande Biblioteca di Alessandria d’Egitto. Egli nel II secolo a.C. decise che le varie opere letterarie dovevano avere tutte un titotlo, per poterle classificare meglio. Da 2200 anni quindi, il concetto di titolo ha una sua consistenza concreta. Oggi anche Google e imotori di ricerca ne tengono il dovuto conto. Se nella pagina c’è il titolo "Una bella vacanza di sogno", forse Google la valuterà positivamente in una ricerca sul concetto di sogno. Se invece il titolo è "Vacanze in agriturismo in Toscana", ecco che nel valutare la pagina per la classifca, Google farà fare un salto in avanti alla pagina per tutto quello che riguarda agriturismo in Toscana. Giustamente riterrà molto pertinente la pagina per il concetto di agriturismo, visto che4 il termine compare scritto in grande all’inizio della pagina in questione. Cosa ci può essere di più rappresentativo del titolo? Questi titoloni non vanno assolutamente dimenticati, perché sono tra quelli che pagano di più in fatto di posizionamento.

Immagini

Le immagini del nostro sito possono giocare un ruolo importante nell’ottimizzazione delle nostre pagine. Una cosa trascuratissima delle immagini è l’attributo Alt <img src="agriturismo-toscana.gif" alt="agriturismo in toscana" width="600" height="70">, che invece dovrebbe contenere sempre almeno una parola chiave. Attenzione a non ripetere la stessa parola chiave per più immagini sulla medesima pagina, perché rischiate di essere penalizzati.

Contenuti e posizionamento sui motori di ricerca: una pagina vincente è lunga 500-800 parole

Ognuno di noi il giorno che ha deciso di mettere on-line un sito lo ha fatto perché convinto di avere qualcosa da comunicare. Poco importa se vogliamo raccontare il romanzo della nostra vita o vendere accessori per computer, il fulcro di tutti i siti web è la comunicazione.
Google e i motori di ricerca cercano di capire cosa vogliamo comunicare. Per fare questo passano in rassegna le nostre pagine web, cercando d’interpretarne i contenuti, e attribuendo a quello che leggono criteri di coerenza, pertinenza, frequenza alta di una serie di termini.
Questo è il primo tra tutti i metodi di posizionamento. Non si può indicizzare una pagina se non contiene alemno un paio di volte - ma di solito molte di più - i termini su cui vogliamo arrivare primi.
Se volete posizionare bene un sito web non potete prescindere da contenuti importanti, non potete prescindere da pagine che raccontino in modo dettagliato - al limite del ripetitivo - la vostra parola chiave. Se volete arrivare primi per Napoleone, non chiamatelo "Il generale corso", solo per evitare di ripetervi. Google non capisce i sinonimi. Questo è uno degli aspetti in cui "Umani" e "robot" valutano diversamente la stessa pagina. Forse per evitare ripetitività vi hanno insegnato a utilizzare spesso sinonimi. Nella lingua ben scritta è un obbligo, nei motori viricerca vi penalizza. Google non capisce neppure i plurali. E’ capace di penalizzarvi per "agriturismo" perchè nella pagina dedicata a vincere su questo termine, esso compare quasi sempre al plurale. Questo vi darà punti sul fonte "agriturismi", ma nessuno per "agriturismo". Quando si fa la prima stesura in word della pagina vincente, può capitare che - in una pagina dedicata a "agriturismo" - l’italiano vi porti a scrivere "...uno dei migliori agriturismi è...". Sbagliato. Dovrete ricorreggere la pagina e modificarla in "...un agriturismo tra i migliori è...".

I contenuti di qualità e il posizionamento su Google

Provate a verificare con qualsiasi risultato, i siti ai primi posti nei motori di ricerca hanno tutti un comune denominatore ed è la qualità dei contenuti. Non dico che non sia possibile posizionare una paginetta ben ottimizzata, ma alla lunga vincono sempre i contenuti. Per questo funzionano bene i forum, anche se non sempre è possibile ottimizzarli, funzionano bene PDF e documenti Word, anche se non tutti  i motori l’indicizzano, per questo c’è chi propone, oltre alla realizzazione del sito web, la produzione di contenuti.
La regola che vi suggerisco è quella delle 500 parole, il testo presente nella vostra pagina deve contenere non meno di 500 parole, questo limite sembra rappresenti per i motori di ricerca un primo importante indicatore della qualità dei contenuti della pagina e quindi dell’intero sito web.

Densità delle parole chiave per un buon posizionamento

All’interno del nostro ricco testo dobbiamo comunque tenere in buon conto le nostre parole chiave. La densità o frequenza o occorrenza (keyword relevance) è il numero di volte in cui la parola chiave compare nella pagina. Se, per esempio, una pagina ha una sola parola nel testo (“mela”), la densità sarebbe del 100%. Se invece il testo fosse: Un "bambino di Milano sta mangiando una mela rossa", la densità è del 20%, poiché nella pagina il rapporto è di 1/5. Teoricamente una pagina con densità del 100% ha un buon posizionamento. Nella realtà, invece, bisogna stare attenti a non esagerare per non incorrere in problemi di spamming.
Possiamo dire che, utilizzare una "keyword relevance" con valori molto alti, 70-100%, può portare addirittura all’esclusione dai motori, e che la rilevanza giusta in una pagina non dovrebbe superare il 10% su un testo con oltre 500 parole. Cioè in una pagina ben fatta su Napoleone, la frequenza del termine Napoleone deve essere tra l’1% e il 10% massimo, rispetto al totale delle parole usate.

 

Obiettivi misurabili in posizionamento e indicizzazione

A differenza delle pubblicità tradizionali, il posizionamento su Google e sui motori di ricerca è valutabile quantitativamente. O sei nei primi venti indirizzi, o NON ci sei.
Non è un intervento di pura promozione istituzionale o estetica. Non è un “bel depliant”, di cui non si può verificare a chi veramente piace. L’indicizzazione e l’inserimento su Google e sui motori di ricerca, produce numeri, incrementi statistici, posizioni in classifiche. Deve produrre effetti già 30 giorni dopo la messa on line delle nuove pagine.
Le frasi obiettivo della pressione su Google
Le campagne di pressione su Google e sui motori di ricerca sono univoche e basate su una singola frase in cui si vuole primeggiare. Ogni ulteriore gruppo di parole, richiede un suo intervento specifico.
Ecco dunque degli obiettivi quantificabili!

Il principale è:
Diventare uno dei primi 20 siti offerti da Google in risposta per le frasi/domande concordate.
Le pagine per vincere su Google saranno scritte dal consulente, approvate nei contenuti dalla direzione dell’azienda, e poi messe on line per la pubblicazione su Internet dal vostro webmaster (chi si occupa di gestire il vostro sito) o dai consulenti di web marketing.
L’incremento viene raggiunto entro 90 giorni dalla messa on line su internet delle nuove pagine.

I costi. Il prezzo della consulenza per ottenere un’alta indicizzazione sui motori di ricerca è visionabile su questa pagina dedicata ai consulenza per ottenere un alto posizionamento su Google.

Scriveteci e vi forniremo: risposte, preventivi, utili consigli. Un parere di un esperto nel posizionamento su Google è sempre utile.

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