| L’agenzia
di grafica pubblicitaria |
Il grafico pubblicitario si
occupa della progettazione grafica di marchi (o logotipi), di immagine
coordinata (insegna, carta da lettere, busta, modulistica varia); di packaging
(veste grafica dei prodotti, etichette, confezioni, imballaggi); di progettazione
editoriale (impaginazione di cataloghi, giornali, riviste, depliant...);
di manifesti e pubblicità sui punti vendita.
Detto questo, va precisato che sulla definizione di questo mestiere non
c’è accordo.
Secondo Raffaella Armini della CplC - Compagnia per la Comunicazione (http://www.cplc.it/pages/viparlodi01.html)
:
«…il grafico pubblicitario non é quel professionista che
si immagina. Sempre sul set di spot pubblicitari o in fase di illustrazione.
Non è un lavoratore che si diverte tutto il giorno sentendosi sempre
gratificato, fortunato di fare un “bel”lavoro.
È semplicemente un professionista che crede in ciò che fa
ed è sostenuto da una passione “incrollabile”, in un mercato sempre
più difficile.
Il grafico in realtà assomiglia ad un giocoliere che cerca di mantenere
in equilibrio vari elementi, tra cui preventivi di spesa, aspetti psicologici,
estetici ma anche funzionali. Solo quando fonde perfettamente ogni elemento
del problema e tutto funziona, solo allora potrà ritenersi soddisfatto
del risultato ottenuto (ma anche un po’ affaticato per lo sforzo e desideroso
dell’altrui comprensione).
Non sono cose di poco conto, non é solo gusto estetico. Un manifesto
ben progettato attirerà maggiormente l’attenzione, sarà
letto più facilmente e sarà in grado di raddoppiare il numero
di potenziali clienti/ricevitori del messaggio, rispetto ad un manifesto
anonimo privo di veste grafica.
Non è magia, ma lavoro di bottega. Non è arte, direi piuttosto
creatività quella del grafico pubblicitario, raggiunta, di anno
in anno, con tanto sforzo e voglia di crescere.»
Secondo http://latanadiunverme.splinder.com/archive/2004-06
«”Grafico pubblicitario” è una coppia di parole che sulla
bocca della gente sono spesso unite, e invece io vi assicuro che nessuno
al mondo svolge il lavoro del grafico pubblicitario. Per una semplice
ragione. Quel lavoro non esiste. Chi fa il grafico, fa il grafico che
è un lavoro precisissimo e ben definito. Chi fa il pubblicitario,
fa un altro lavoro, anch’esso precisissimo e molto diverso dal precedente.
Certo, a volte capita che un pubblicitario si trovi a dover, ad esempio,
disegnare un logo, tipico lavoro da grafico. Ancor più raramente
capita che un grafico si trovi a fare una pagina pubblicitaria. Ma sono
casi. Eccezioni. Anche a un meccanico a volte capita di dover ripararsi
il lavandino di casa.
Ma nessuno lo chiamerebbe meccanico idraulico.
Grafico pubblicitario è un’invenzione che serve per semplificare
due cose che nella mente della gente sono confuse. Grafico pubblicitario
è una rassicurazione.
Se qualcuno di voi ricorda qualcosa di filosofia, saprà cosa voglio
dire quando sostengo che dire “grafico pubblicitario” per parlare di un
lavoro, è come dire aristotelico tolemaico per parlare di un sistema.
In altre parole, si mettono insieme due mondi che si conoscono poco perché
confinandoli così, sembra di capirli meglio.»
Secondo l’Isfol Il Grafico pubblicitario si occupa delle seguenti attività:
- aggiornamento e ricerca di testi e immagini;
- progettazione grafica;
- progettazione grafica-strutturale siti web;
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- progettazione
dinamica siti web;
- controllo qualità della progettazione;
- esecuzione del progetto grafico;
- realizzazione del prototipo.
Le caratteristiche necessarie allo svolgimento delle attività di lavoro
del grafico pubblicitario, si riconducono alle seguenti aree
di competenza:
1. competenze strumentali
- uso di internet;
- applicazione di tecniche per la scansione, il trattamento e la
lavorazione delle immagini;
- applicazione di tecniche di impaginazione;
- applicazione di principi e tecniche del disegno artistico;
- applicazione di tecniche di composizione grafica;
- applicazione di tecniche di progettazione grafica;
- conoscenza dei software per il trattamento e la lavorazione delle immagini;
- conoscenza delle varie materie prime (carta, cartone) e delle
relative modalità di lavorazione;
- conoscenza di tecniche di progettazione grafica;
- capacità di anticipazione dell’immagine del prodotto finito;
- capacità di ideazione del prodotto finito;
- conoscenza delle diverse gradazioni e sfumature dei colori e della
loro realizzazione;
- traduzione delle esigenze del cliente in combinazioni di immagini,
test e colori;
- verifica della qualità della progettazione.
2. competenze organizzative
- conoscenza delle caratteristiche del prodotto (specifiche tecniche,
tecnologiche e comunicative);
- individuazione delle fasi e delle modalità di lavorazione necessarie
per realizzazione dei prodotti (aspetti tecnici, tecnologici);
- organizzazione delle fasi di lavorazione nel proprio ambito di
attività;
- interpretazione dei materiali forniti dai clienti (immagini, testi,
schizzi).
3. competenze relazionali
- interpretazione e creazione dell’immagine dell’impresa attraverso
la cura dell’aspetto grafico dei prodotti;
- capacità di interpretazione del messaggio che i clienti
vorrebbero trasmettere attraverso i prodotti.
4. competenze strategiche
- capacità di interpretazione del messaggio che i clienti
vorrebbero trasmettere attraverso i prodotti;
- traduzione delle aspettative del cliente in combinazioni
di immagini, testi e colori;
- ricerca di nuovi testi e di nuove immagini da elaborare;
- verifica della qualità del progetto grafico;
- aggiornamento (internet, mostre, riviste).
Le
domande che deve fare il grafico pubblicitario al
cliente. La campagna pubblicitaria è un’estrinsecazione
del business plan
Di
seguito è riportata una traccia di business plan.
- Come nasce l’idea imprenditoriale
- La missione l’idea e la formula imprenditoriale
- Aree di business dell’impresa
- Organizzazione dell’attività
- Le politiche di promozione
- Investimenti
L’agenzia
di pubblicità o il grafico pubblicitario – tramite contatti
e scambi di informazione col cliente – deve spesso fargli esplicitare
LA MISSIONE,
L’IDEA, E LA SUA FORMULA IMPRENDITORIALE.
Ecco una traccia di domande:
Qual è l’idea (missione)?
Come è
nata l’idea e in seguito a quali condizioni?
Cosa si pensa di vendere?
A chi e in che modo?
Questa è una sezione introduttiva in cui deve
essere esplicitata:
la missione (la funzione e il ruolo dell’impresa nel mercato
e la ragione della sua esistenza), la formula imprenditoriale ossia la
coerenza tra ciò che si vende (prodotto/servizio) e il come si vende e
produce (struttura e modalità organizzativa) e a chi si vende (clienti),
il percorso professionale e personale degli imprenditori in seguito al
quale hanno deciso di avviare un’attività di impresa. Sono tutte informazioni
che sarà cura del grafico pubblicitario reperire.
E’ un momento di riflessione in cui devono essere
esplicitate le motivazioni all’imprenditorialità, perché pubblicizzare
una qualsiasi attività di impresa comporta delle informazioni
che il grafico pubblicitario deve sapientemente
ricavare dalle sue “interviste” con l’imprenditore. Questo per evitare
i rischi e sicuramente la nascita di problemi di varia natura.
1.1 LA MISSIONE
Definizione della missione aziendale
1.2 L’IDEA IMPRENDITORIALE
Nascita dell’idea imprenditoriale
Motivazioni all’imprenditorialità
Caratteri distintivi ed eventuali elementi di
innovazione
1.3 LA FORMULA IMPRENDITORIALE
Evidenziare in termini sintetici la formula
imprenditoriale sulla base di:
sistema di prodotto/servizio offerto
clienti
struttura organizzativa (risorse, organizzazione dell’attività, forma
di gestione, ecc.)
1.4 I PROMOTORI
Caratteristiche professionali dei promotori
Precedenti esperienze imprenditoriali
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