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Trittico delle Delizie di Hieronymus Bosch/bosch-trittico-delizie-2-giardino-lago.jpg

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…sarebbe non tanto errore, quanto insufficiente e alla fine molto limitativo, portare un’attenzione esclusiva a questo mondo di immagini significanti, senza accertare il loro modo di essere formale, stilistico.La più stipata opera di Bosch è tutto, fuorché sfrenata, dispersiva, indefinitamente polarizzata sulla pur moltiplicatissima tematica. La tensione, il trasporto, la coralità anche strepitosamente folta delle figure e dei motivi, in un apparente horror vacuz, non stanno senza una consistente disciplina che unifica le visioni in composizioni fortemente dominate (è vero che in qualche caso di maggiore indulgenza al tema, come il Giudizio finale di Monaco, la disciplina si allenta, e insieme si schematizza; ma per coglierla nella sua autentica fermezza, basti paragonare agli originali di Bosch, le molte copie e derivazioni che fraintendono o dissipano la struttura originaria, diventando rapidamente aneddoti). Specialmente nelle tavole longitudinali non si potrà mancare di notare la manovra sapientemente delicata dei piani crescenti, scaglionati e con le convergenze e le divergenze prospettiche radiali, oppure le strutture a spirali, a pozzi, ad alvei raccordati; se si valuta l’architettura del Retable de l’Agneau di Jan van Eyck, non si potrà non valutare l’architettura stellare ed a gironi tangenti dell’Eden di Madrid; è vero che le composizioni boschiane hanno sovente una raffinatezza ed anche eccentricità di partiture metriche, che confina con la capziosità, caratteri anche questi ben fusi con gli altri di autonoma identità del mondo figurale e di marcato incrocio fantastico.
Al limite, l’idealità della forma di Bosch si rivela nella Stupenda spèra della Creazione, dipinta sul rovescio dell’Eden madrileno, una forma pura, perfettamente chiusa nella sua chiarezza essenziale, che include con agio nella sua aerea consistenza trasparente una prospettica isola digradante a pause entro l’anello speculare dell’acqua, e sopra un cielo turbinoso e gravido. Percorrendo la sua opera matura, l’incontro di moduli puri, costruttivi, prospettici, geometrici si fa sempre più frequente in ogni parte cellulare delle addensatissime figurazioni, anzi si osserva come ogni ’capsula’ unitaria delle composizioni di figure e di gruppi si raccordi con passaggi continui, sebbene di natura e di declinazione variatissima, . con gli altri, sino a formare un tessuto di episodi formalmente compiuti, ordito e tramato da complessi e sempre nuovi sistemi di passaggi, di echi, di rilanci, di correlazioni.
Dal collegamento iniziale alle esperienze spaziali, volumetriche e prospettiche di Geertgen e degli olandesi, Bosch sviluppa un complesso personale di qualità stilistiche sintetiche, che informano con un costante rigore le forme lineari e volumetriche, e coalizzano allo stesso fine anche il riassunto pittorico che si esplica nella semplificazione della condotta cromatica e della pennellata (vedi per esempio i monocromi e la Passione sul rovescio del Giovanni in Patmos di Berlino).L’analisi e la qualificazione del linguaggio propriamente formale di Bosch (malgrado gli antefatti che se ne trovano negli studi del Baldass, e soprattutto del Tolnay) esige ancora una considerazione più attenta e approfondita. Attualmente, nella critica esiste ancora sproporzione tra l’interpretazione iconologica e quella stilistica e bisogna portare la seconda al livello euristico della pittura, se si vuole conseguire una comprensione più totale e soddisfacente dell’opera dell’artista grandissimo.

[C. L. RAGGHIANTI], in "SeteArte", 1960
Indice degli artisti, le cui opere sono presenti su questo sito:
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