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Bush rivelato da Bush |
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| Il sito di Malatempora con il catalogo |
I
lapsus freudiani
Decifrare il carattere
dell’Imperatore del mondo non è semplice. George W. Bush
tende ad apparire come un’icona, un uomo/immagine: il "lavoro
da presidente" è la sua facciata pubblica. "E il sottoscritto
davvero non ha dubbi, nemmeno l’ombra di un dubbio che falliremo." Gli hanno spiegato cosa vogliono da lui: "Il mio compito
più importante non è quello di fare il governatore
o la first lady, nel mio caso." George si sente una "moglie-di-presidente". Chi comanda è il suo staff, lui deve solo stare attento a non fare gaffe in pubblico, tipico ruolo da first lady, da "individuo in crisi di identità".
"C’è un clima
di grande fiducia. Lo avverto in continuazione. La gente viene da
me e mi dice: "Non voglio che mi abbandoni un’altra volta"." Sa che già in passato lui e il suo clan hanno fatto promesse elettorali che poi non sono state mantenute.
"Ho ribadito al
primo ministro canadese che l’America apprezza la propria amicizia."
"Siete liberi, e
la libertà è una cosa meravigliosa.
Chiediamo troppo alla
psiche del giovane Bush? "Mi hanno sottosvalutato." Lo "sottosvalutano" perché commette "papere" e insieme sbagliando dice la verità, come in questa dichiarazione "equivoca" sul protezionismo in epoca di commercio globale: "Io e Ann porteremo
avanti un messaggio equivoco al mondo: i mercati devono essere aperti." In realtà i coltivatori Usa sono iperprotetti dal governo. Nella graziosa testolina del caro Bushino - in quell’ampio spazio vuoto - si agitano i sensi di colpa per le barriere protezionistiche che tengono lontano i prodotti agricoli del Terzo Mondo, ed ecco il lapsus - il "messaggio equivoco" - che si fa vivo in maniera prorompente. In quanto petroliere, esponente di una dinastia di petrolieri, è sull’ambiente che Bush ha la coscienza molto sporca, e quindi l’inconscio gli genera strafalcioni a raffica: "Non accetteremmo
mai un accordo non ratificato, né tantomeno un accordo che
secondo il sottoscritto possa avere senso per il paese."
Per di più il giovane Bush non possiede una vasta cultura ecologista: "Non è l’inquinamento che sta rovinando l’ambiente, ma le impurità nell’aria e nell’acqua" Ma non è finita. Ecco un altro caso strepitoso di lapsus freudiano: "La legge che firmo
oggi dirige nuovi fondi e maggiore attenzione verso l’obiettivo
di raccogliere informazioni essenziali sulla minaccia terroristica
e sulle armi di produzione di massa." Grazie George!
Bush è l’uomo
dei truismi, cioè di frasi del tutto inutili, di verità
ovvie e lapalissiane, del tipo: "un uomo che cammina è
un uomo che cammina". "Io sono un uomo
paziente. E quando dico che sono un uomo paziente intendo dire che
sono un uomo paziente." Poverino! Non lo fate spazientire che diventa nervoso. Oppure: "Questa è
una nazione che ama la nostra libertà, che ama il nostro
paese." Se ne esce con frasi che farebbero brillare l’intelligenza dei fratelli De Rege, quelli di "Vieni avanti cretino!": "La casa è
importante. È importante avere una casa." ma forse si riferiva alla "Casa" Bianca, e ad "averla"!
"Il motivo per cui
io credo in un consistente alleggerimento fiscale è che ci
credo." Frasi fatte che diventano pura demenzialità: "Bisogna essere
tutti insieme per unirsi."
"Chi ha fatto ciò
che ha fatto al nostro paese l’11 settembre ha commesso un grave
errore. Quando l’Imperatore del mondo apre bocca e gli da fiato, tutta Washington trema, si trattiene, fa attenzione a non lasciarsi sfuggire risate: "So che a Washington
c’è un sacco di gente ambiziosa, com’è ovvio. Quando George W. si inoltra nelle spiegazioni pseudo-scientifiche, Piero Angela si tuffa nel Valium per farsi passare il panico: "Il gas naturale
è emisferico. Mi piace chiamarlo emisferico in natura perché
è un prodotto che possiamo trovare nelle vicinanze" I no global rischiano la pelle, Carlo Giuliani ce l’ha lasciata mentre - a suo modo - aiutava il mondo a capire le ingiuste regole del commercio internazionale, e Georgino sentenzia: "È importantissimo
che la gente capisca che quando c’è più compravendita
c’è più commercio." Tutti i media son lì che pendono dalle sue labbra ed aspettano l’ennesimo strafalcione, e lui - generosissimo! - supera ogni aspettativa infilandone uno dietro l’altro: "Uno dei denominatori
comuni da me rilevati è che le aspettative vanno al di là
delle aspettative."
Sarà una nuova corsa podistica per dilettanti?
"La famiglia è
il luogo in cui dimorano le speranze del nostro paese, in cui alle
ali spuntano i sogni."
"È importante
far capire al paese che la vita è importante. Oscure segrete? Roba
da Grande Inquisitore.
"Porterò
avanti una politica estera esterodiretta."
"Ho ben chiaro ciò
in cui credo, intendo continuare a esprimere ciò in cui credo,
e ciò in cui credo... io credo che ciò in cui credo
sia giusto."
"Le scuole pubbliche
sono uno dei pilastri della nostra democrazia. In fin dei conti
è lì che i bambini di tutta l’America imparano a essere
cittadini responsabili e acquisiscono le competenze necessarie a
sfruttare la nostra meravigliosa società opportunistica."
Gaffe dopo gaffe, anche George ha capito che la battaglia tra lui e le figure retoriche è impari, che il povero studente texano è sconfitto in partenza: "Lo ammetto, non
sono un grande linguista..."
"Gli attentati suicidi
sono aumentati. Ce ne sono troppi."
"Io e Dick Cheney
non vogliamo la recessione, anzi. Vogliamo che tutti quelli che
riescono a trovare lavoro possano trovare lavoro."
"Se per integrazione
razziale si intende ciò che ho appena descritto, ciò
a cui sono favorevole, allora sono favorevole." Le metafore gli si inceppano già dall’inizio, già nella fase di conteggio delle parole: "Una parola probabilmente
riassume la responsabilità di ogni Capo, e quella parola
è "essere preparati" " Se poi si infila nel labirinto della "doppia negazione", perde del tutto la bussola: "In America più
del 75 per cento dei bianchi vive in una casa di proprietà,
mentre meno del 50 per cento degli ispanici non vive in una casa
di proprietà. Quando cerca e trova l’aggettivo giusto, era meglio se la sbagliava: "Mi rendo conto,
inoltre, di quanto può essere carino il sistema della libera
impresa."
"Ho provato un grande
orgoglio, l’altro giorno, quando repubblicani e democratici si sono
uniti a me nel Giardino delle Rose per formulare una limpida dichiarazione
di intenti: Il suo blaterare lambisce
uno dei fenomeni meno conosciuti in natura: l’invenzione delle barzellette.
"Per ogni sparatoria
fatale ce ne sono state circa tre non fatali. Come commentare perle di questo tipo: "L’amministrazione
sta facendo tutto il possibile per chiudere questa fase di stallo.
"Ho avuto buoni pensieri nel passato. Ho avuto buoni pensieri nel futuro". Si stava meglio quando
si stava peggio. Ci si lamenta - e giustamente
- di Berlusconi. Qui siamo invece ad un livello di perfidia storica
maggiore. Sarebbe come un’Italia governata non dall’uomo di Arcore
che si è fatto da se, ma da suo figlio Piersilvio. "Questo è
il Mese della Preservazione. Io apprezzo la preservazione. E’ esattamente
quello che si fa quando ci si candida a presidente: preservare." Bush junior vive in un mondo ipersemplificato, un universo con i "buoni" e i "cattivi". Non sa chi siano, ma tiene il dito sul grilletto: "Quando ero ragazzino,
il mondo era pericoloso, e sapevi esattamente chi erano loro. Purtroppo dietro di lui c’è lo stato militarmente più forte del mondo. Se annaspa con concetti anche banali come "età pensionabile", non è per senescenza o arteriosclerosi: "Abbiamo parlato
con Joan Hanover. Lei e suo marito George ci hanno accompagnati.
Gli manca la padronanza della lingua, deficienza che l’Università della Terza età potrebbe attenuargli, con sicuro guadagno per lui e per il mondo. Il discorso presidenziale
perfetto è quello che si rivolge a chiunque, che dice poco
o meglio niente. Tutto e il contrario di tutto, è il regno
delle banalità. "Voglio che tutti
gli americani sappiano che la responsabilità delle decisioni
che prendo è mia, e anche loro." Non è più
un uomo, è solo un Presidente. "Tutti quanti dobbiamo
ascoltare la chiamata universale ad amare il nostro prossimo come
amiamo essere amati noi." Bush - è più forte di lui! - "non ama se stesso", ma "ama essere amato". Non "porge l’altra guancia", attende che gliela porgano gli altri. Non è un cammello o un ricco petroliere che "non passerà mai per la cruna di un ago", lui - più semplicemente - fa sparare a tutti i cammelli. L’universo è troppo
complicato per l’Imperatore del mondo. Prendiamo il nome dei secoli:
perché quello composto da tutti i 19.. (1900, 1901, 1902,
ecc.) viene chiamato ventesimo e non diciannovesimo? "È un capitolo,
l’ultimo capitolo del ventesimo... La sua battaglia con il concetto di "secolo" è persa in partenza: "L’Olocausto è
stato un periodo osceno nella storia della nostra nazione. Voglio
dire nella storia di questo secolo.
"Potete immaginare
quale onore inimmaginabile sia vivere in questo posto." L’ignoranza lo rende prudente. Se George osa esprimere un concetto "forte", lo fa precedere da ben quattro allocuzioni "diminuitive": "auguro", "riuscire", "farmi un’idea", "non io, ma la mia amministrazione", come nel caso seguente: "Dovessi avere la
fortuna di diventare presidente, mi auguro di riuscire a farmi un’idea
di come la mia amministrazione gestirà la questione mediorientale."
"È chiaramente
un bilancio. Ci sono un sacco di numeri." Perspicace, acuto nelle
osservazioni, implacabile nelle analisi. Ci tranquillizza sapere
che il mondo è affidato in mani sicure. "Io non leggo quello
che mi danno da leggere." Però quello di Collodi era un Burattino. Gli si poteva perdonare di "vendersi i libri" per andare da Mangiafuoco. Noi amiamo leggere libri, il fatto che George non legga ci preoccupa, preferiremmo che il mondo fosse affidato a mani più sapienti. Ecco un esempio di come si svolge il lavoro di routine, uno spiraglio per analizzare in che atmosfera si muovono consiglieri e presidente: "Ho molta fiducia
in Linda. Sarà un ottimo ministro del Lavoro. Da quello che
ho letto nei comunicati stampa ha tutte le carte in regola." Peccato che qui si tratti di un ministro, di uno stretto collaboratore di George, di uno del suo staff. Ma neanche la decisione su chi sarà un suo aiutante, viene presa direttamente da Georgino. Il compito di Bush junior è in fondo semplice, ma lo staff non glielo deve avere spiegato bene: "Il potere legislativo
ha il compito di creare le leggi, e il potere esecutivo quello di
interpretarle." Lui ce la mette tutta. Pensa al lavoro anche mentre aspetta che il cane faccia pipì: "Dopodiché
ho preso il cane e sono andato a farmi una passeggiata. E ho camminato.
È solo e sperduto in un ambiente ostile. Il mondo politico americano è una jungla, al confronto Palazzo Chigi è il Museo delle cere: "Washington è
così. È un posto dove trovi gente pronta a correre
allo scoperto prima ancora che venga sparato un sol colpo." Idiosincrasia per le metafore? Atmosfere da "Mezzogiorno di fuoco"? Attori che non reggono il palcoscenico o semplice ignoranza? Perché il presidente, lo dimostrò Reagan, è soprattutto un attore. Ma George non voleva fare la star, e invece eccolo lì a recitare da "guitto", solo sul palcoscenico, con migliaia di giornalisti famelici pronti a prendersela con lui: "Sia che le cose
vadano bene, sia che vadano male, sono sempre i presidenti che si
prendono la colpa."
"Spesso quello che
cerco di dire a Washington viene filtrato, e altrettanto spesso
per la gente le mie parole non sono, come dire, di immediata comprensione." Quando durante una trasmissione
deve vedersela con il "gobbo" - il testo scritto grande
su larghi cartoncini tenuto in evidenza sotto la telecamera - il
presidente strizza gli occhi, aggrotta le sopracciglia e lo scruta
come un ammiraglio che al crepuscolo tenta di avvistare la terraferma.
"Quella giornalista
che affermava che io sono Iscriversi ad
una mailing è come fare l’abbonamento a un giornale. Si manda
un’email per aggiungere il proprio indirizzo, mentre basta mandare
un’altra email e si viene automaticamente e definitivamente cancellati.
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