Molti anni dopo, leggendo la bellissima descrizione che Keynes fa di Lloyd George nel suo Le conseguenze economiche della pace, mi tornò in mente, per qualche strano motivo, zia Lina. Keynes parla dell’ « infallibile, quasi medianica sensibilità» del primo ministro britannico nei confronti delle persone che gli stavano intorno: «A vederlo controllare il gruppo avvalendosi di sei o sette sensi di cui le persone comuni non dispongono - giudicare il carattere, la motivazione e gli impulsi inconsci di ciascuno di loro, percependo ciò che stessero pensando e persino cosa fossero sul punto di dire, combinando con istinto telepatico il ragionamento o l’appello più confacenti alla vanità, alle debolezze o all’interesse egoistico del suo interlocutore - si intuiva che al povero Presidente [Wilson] sarebbe toccata la parte della mosca cieca».
Sacks O., “Zio Tungsteno“, Adelphi, pag. 361