MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
COSTI di INSERIMENTO su GOOGLE
CONSULENZE PRIMI su GOOGLE
CORSO PRIMO
su GOOGLE
CORSO di
SCRITTURA
CORSO PHOTOSHOP
GIOCA con l’ARTE
LIBRI
INTERESSANTI
CERVELLO, MENTE e COSCIENZA
STORIA e
MICRO-STORIA
COMUNICAZIONE
DOCENTE di
COMUNICAZIONE
SCARICARE NARRATIVA
PUBBLICITA’
EFFICACE
REALIZZAZIONE
SITI WEB
RITOCCHI FOTOGRAFICI
STAFF
MAPPA
del SITO
LINK
CONTATTI

Cerchiamo una giovane scrittrice o un giovane scrittore di Roma
per uno STAGE
presso la redazione de Ilpalo

INDICE

Corso di scrittura online: i dialoghi

LA SCRITTURA

IL RITMO NARRATIVO

Una lingua per ogni personaggio

Uno scrittore alle prime armi non sa di dover ingaggiare una lotta «contro» la propria scrittura.
Egli non possiede ancora una sufficiente coscienza linguistica; non ha ancora familiarizzato con le convenzioni del linguaggio e resta vittima della scrittura, la quale gli chiede soluzioni narrative e stilistiche che non sa immediatamente trovare.
E quando sente di «andare in barca», l’istinto lo porta a regredire nelle proprie esperienze personali, perché crede di «restituirle » bene, perché sono ricche di sentimenti autenticamente vissuti, perché popolate di luoghi e personaggi sperimentati e cristallini, apparentemente facili da descrivere.
Lo scrittore esordiente, non sapendo trarre dal linguaggio le idee, non sapendo suonare lo strumento della scrittura, trova sicurezza nell’autobiografia.
Come si imparerà durante il corso, non è un atteggiamento corretto, perché la prima cosa che uno scrittore deve imparare è «uscire da sé» e assumere i panni di personaggi diversissimi e lontanissimi da lui. Solo in questo modo potrà trovare un lessico e una lingua per ogni personaggio. Altrimenti, come spesso succede, si utilizza una sola lingua, la propria.
L’autobiografia è in assoluto il genere letterario più difficile da affrontare.
Lo scrittore deve imparare a lavorare «contro natura». Non deve «adagiarsi» sulla propria lingua e sulle proprie esperienze, perché rischia lo scarso controllo della drammaturgia, calato com’è in un racconto che spinge fatalmente a una struttura di tipo cronologico.
Per creare il distacco dai personaggi lo scrittore dovrebbe esercitarsi a lungo a scrivere...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

Corso di scrittura online: un dialogo fatto male

Cerami, in "Consigli a un giovane scrittore", presenta uno dei più brutti dialoghi possibili, per indicare subito quello che non bisogna fare.
Il brano è ripreso da un film che inizia presentando un uomo e una donna seduti di fronte, al di qua e al di là di un tavolino.
LUI:     Tu non puoi parlarmi così Maria.., io sono tuo marito da sei anni, e lavoro dalla mattina alla sera alla Standa per un milione al mese!
LEI:     Invece ti parlo cosi Giovanni, perché stiamo poco insieme visto che anch‘io lavoro, ma all’Italsider... e poi ti dimentichi di nostra figlia Teresa...
LUI:     Ma lei va a scuola, fa la quinta elementare... ecc.
È evidente che i due personaggi stanno passando informazioni al pubblico. Sanno bene di essere marito e moglie, di chiamarsi Maria e Giovanni, di avere una figlia di nome Teresa che fa la quinta elementare e di lavorare uno alla Standa e l’altra all’Italsider: non hanno bisogno di dirselo.
Non è un dialogo ma un "a parte", o meglio: un "a parte" travestito da dialogo.
L’esempio mette a fuoco un problema che è sempre presente in un dialogo: chiarire e spiegare nel modo più invisibile. Tanto che possiamo considerare valida l’equazione: meno informazioni ci sono tanto più il dialogo è efficace.
L’autore della goffa lite dei coniugi ha fatto l’errore di mettere subito in conflitto due personaggi di cui lo spettatore non sa proprio nulla. E una situazione identica all’esempio che ho fatto prima, dei due che litigano per strada.
Come si imparerà nel corso, non è certamente vietato cominciare un film con due persone che parlano, ma a condizione di non sovraccaricare il dialogo con l’extratesto (con quanto non fa parte del testo).
Bisogna trovare il coraggio di...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

MESCOLARE "MOSTRARE" E "NARRARE"

I PERSONAGGI

LA TRAMA

I DIALOGHI

LE FIGURE RETORICHE

L’AUTOBIOGRAFIA

LA PUNTEGGIATURA

LE TECNICHE PER SCRIVERE

ORGANIZZAZIONE DEL TESTO

SUPERARE L’ANSIA DEL FOGLIO BIANCO

DUBBI NELLA SCRITTURA

EDITING: COME SI CORREGGE UN TESTO

REGOLE PER CORREGGERE UN TESTO

LA SCRITTURA ARGOMENTATIVA

LE TECNICHE ARGOMENTATIVE

SCRIVERE PER INTERNET

RAPPORTI CON L’EDITORE

335 LIBRI CAPOLAVORI LETTERARI IN WORD DA SCARICARE

I LUOGHI COMUNI

IL PASSAGGIO DAL PENSIERO ALLA PAROLA

COME SI TRASMETTE IL SIGNIFICATO

IL CERVELLO ESTRAE IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE

DECIFRARE IL PARLARE PER POTER SCRIVERE

LA SCRITTURA DEVE RENDERE L’INESPRIMIBILE

PREZZO DEL CORSO

IL CORSO DAL VIVO A ROMA

IL DOCENTE

Corso di scrittura online: dialogo drammaturgico
e dialogo dottrinale

CONTATTI

  Per comprendere che cosa sia un dialogo drammaturgico basta analizzare il suo opposto: il dialogo dottrinale.
Due chiacchiere tra Platone e Socrate verteranno sicuramente su problemi che li riguardano solo come rappresentanti del genere umano.
Difficile immaginare che due personalità di quel calibro si intrattengano sulle corna dell’uno e l’ulcera dell’altro. In realtà sono due tinche che fanno parlare il loro pensiero, le loro filosofie e non le loro intimità. Non c’è bisogno che i due siano «messi in situazione», perché il lettore non sarà mai incuriosito dal loro rapporto personale, se ne sta li a bearsi della loro intelligenza e degli alti contenuti dei discorsi. Ho detto «discorsi» non a caso, perché i dialoghi dottrinali non sono mai battibecchi (« botta e risposta») ma veri e propri brani articolati letterariamente.
Tutto il teatro scritto, concepito lontano dal palcoscenico e dove lo stile di scrittura è autoreferenziale (vive autonomamente rispetto ai personaggi), fa del pensiero e della letteratura il suo assunto principale. Basta pensare a Eliot, a Pasolini, ai dialoghi di Pavese.
Ma occupiamoci del dialogo drammaturgico.
Come si imparerà nel corso, esso, al contrario degli scambi filosofici tra Socrate e Platone, racconta le...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

Le parole di un personaggio sono diverse secondo con chi si rapporta

Alcune scuole di teatro, specialmente in Francia, fanno un lavoro particolare e interessante con gli attori.
Questi, durante le prove, passano lunghe ore a «ricercare» il proprio personaggio. Dopo averlo studiato attraverso una ricca documentazione, salgono sulla pedana e provano a farlo esistere. Ricordo un’esercitazione in cui un’attrice doveva ricoprire il ruolo di una cameriera che lavorava presso una grande villa. L’esercizio consisteva nel bere una tazzina di caffè. Il regista le disse che era sola in giardino, dopo una mattinata di lavoro: doveva uscire e bersi beatamente il suo caffè. Lei eseguì: si gettò su una poltrona di vimini e, stanca scosciata, succhiò lentamente il suo caffè.
A questo punto il regista fece entrare in scena l’attore che ricopriva il ruolo del giardiniere, con la zappa in mano. La donna non batté ciglio.
Allontanatosi il giardiniere, fece il suo ingresso una elegantissima e austera signora, la padrona della villa. la cameriera saltò subito in piedi e smise di bere.
Poi giunse il padrone, un bell’uomo. La cameriera sorseggiò il caffè in modo diverso: con finezza quasi ostentata, civettuola.
Insomma, davanti alla cameriera sfilarono i ventisei personaggi della commedia: l’attrice si esercitò a trovare ventisei modi diversi di comportarsi, con una situazione di base sempre uguale.
Nella commedia non era previsto che la cameriera prendesse un caffè, tuttavia quell’esercizio era utile all’attrice per capire «chi era» e per costruirsi, in relazione con gli altri personaggi, un background, un piccolo passato, una memoria personale.
Ogni attore «improvvisava» un comportamento, un modo di essere e di muoversi che modificava leggermente a seconda di chi gli capitava davanti.
Si chiamavano esercizi di fantasia corale. Era un lavoro che aiutava l’attore ad «uscire da sé» per assumere i panni di qualcun altro. Un lavoro molto somigliante a quello dello scrittore.
Un attore che resta troppo distante dal personaggio tende d’istinto alla...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

Corso di scrittura online: il vero si può riprodurre solo con il falso

Poniti ora una questione. Se nascondi un registratore sotto il tavolino di un bar, trascrivi i discorsi dei tre amici e poi li metti in scena recitati da tre attori cosi come sono stati pronunciati, è teatro questo o no? Si potrebbe rispondere: « dipende da quello che si son detti!» Questo è pur vero, ma ciò che rende difficilmente «teatrabile» quel dialogo a tre è il contesto, il fatto che manca la platea, il pubblico dell’ultima fila. I tre hanno chiacchierato sapendo che nessuno li ascoltava, senza alcuna «teatralità».
Quelle battute, infatti, se recitate in teatro, cioè ad alta voce da attori, cambiano completamente di segno: i tre personaggi darebbero l’impressione di litigare piuttosto che parlare e comunque ogni frase - come si imparerà durante il corso - prenderebbe un’enfasi incongrua, ridicola.
Se vuoi invece, restituire quella conversazione come si è svolta, bisogna riscriverla tutta secondo le...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

In teatro il dialogo è di gran lunga più presente delle azioni

In teatro il dialogo è di gran lunga più presente delle azioni, la gran parte delle quali, spesso, avviene fuori scena.
La ragione è facilmente intuibile: da un lato c’è una oggettiva difficoltà a renderle teatralmente credibili e dall’altro, in un contesto linguistico cosi fortemente evocativo, il racconto d’un fatto accaduto fuori scena ha una «teatralità» (e quindi una verità) ancora più efficace.
La drammaturgia si conforma a queste caratteristiche e cerca di «far passare» attraverso le parole recitate tutto quanto nel cinema e nella narrativa è materia di background, di flashback e di passaggi di tempo. Non è un caso che il teatro tenda naturalmente alle unità di luogo (un ambiente per ogni atto), anche se è del tutto lecito inventare situazioni complicate, bizzarre e insolite.
Teoricamente sui palcoscenico, date le possibili stilizzazioni degli ambienti, è legittima anche una storia con mille sfondi diversi.
Di fatto nella maggior parte dei testi teatrali pubblicati il...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

Corso di scrittura online: la costruzione del dialogo

Guarda ora come le battute si legano fra loro (enchainement) e soprattutto qual è il meccanismo con cui vengono suggeriti i rapporti profondi tra i personaggi. Un esempio.

A una scrivania è seduto un uomo A. Davanti a lui, in piedi, c’è un altro uomo, B. Il primo pronuncia una frase, l’altro replica. Ecco le battute:
A:        « Cretino, sei licenziato! »
B:        «Finalmente, non ce la facevo più! »
Adesso togli B e al suo posto metti un altro uomo, C. Questi replica in modo diverso.
Vediamo la scena:
A:        « Cretino, sei licenziato! »
C:        « Pezzente, vai al diavolo! »
Le due reazioni indicano che le personalità di B e di C sono differenti.
B: se faci attenzione, noti che la sua battuta si appoggia su: «sei licenziato! »Infatti risponde: « Finalmente, non ce la facevo più!
C invece appoggia la risposta su: «Cretino... » Infatti risponde: «Pezzente... »
Cosa se ne deduce? Che B non è affatto colpito dall’insulto, non gli dà peso (probabilmente è abituato a farsi maltrattare), e accoglie il licenziamento come una liberazione.
Quel che offende C è invece proprio l’insulto. Infatti reagisce con un altro insulto («Pezzente...)
E’ facile adesso immaginarsi i due impiegati: il primo remissivo, paziente, che ha mandato giù rospi su rospi; il secondo orgoglioso, sprezzante, sicuro di sé.
Le due semplici battute raccontano un licenziamento e contemporaneamente disegnano un ritratto.
Se vai avanti con il dialogo - come imparerai durante il corso - potresti tracciare un...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

I dialoghi devono essere naturali e coerenti al personaggio

Naturalmente, i dialoghi devono suonare naturali e coerenti al personaggio, cioè devono riflettere il suo ambiente, la sua personalità e la situazione del momento. Ma devono essere naturali anche per te che racconti la storia.
Devi sentirti a tuo agio con quel linguaggio. Questo dipende molto dalla tua personalità. Quando si crea la storia e i personaggi, si deve averli ben presenti in testa.
Questo corso da estrema importanza al dialogo nella narrazione. Il dialogo deve essere coerente con la personalità del personaggio. Ci sono molte cose che determinano il modo in cui parla una persona. Quando incontri una persona per la prima volta, puoi capire molto di questa, solo dal modo in cui si esprime: il livello di istruzione, l’origine geografica, l’ambiente culturale e la personalità possono essere desunti da un dialogo. Si può indovinare che tipo di lavoro fa, dal registro linguistico che usa.
La cosa più importante è che si può percepire lo stato d’animo della persona: se è triste, depressa, felice e così via. Le persone frustrate o arrabbiate spesso si esprimono a...

La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

Corso di scrittura online: rielaborare linguaggi presi dalla vita quotidiana

Dice CARMEN COVITO:
Io nei miei libri sperimento un linguaggio preso dalla vita quotidiana, dal parlato e lo rielaboro.
Ma non è mai una trascrizione.
Anche volendo scrivere un’intervista non si può mai sbobinare semplicemente, bisogna dare sempre una costruzione letteraria per riprodurre il...

  La zona di testo successiva è stata in parte rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso di scrittura creativa.
Prezzo del corso di scrittura
Per richiedere l’iscrizione al corso di scrittura, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli

Google
 
Web www.ilpalo.com