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Tutti vorrebbero sapere quali sono le cause dell’infarto

 

Tutti vorrebbero sapere quali sono le cause dell’infarto, e io, in prima persona, ho sul tema una spasmodica curiosità, destinata però a rimanere inevasa. Nulla si può dire sulle cause, se non con approssimazioni dette in gergo “fattori rischio”.
La definizione corretta non è: “Ti è venuto l’infarto perché…”, bensì: “Ti è venuto l’infarto perché dei fattori di rischio (che sono ben 40 secondo alcuni autori) tu ne avevi ben…”.
La situazione – per metafora – può essere assimilata alla morte per fulmini: ogni tanto qualcuno si becca un fulmine in testa e ci lascia le penne, ma perché proprio a lui? Perché proprio quel giorno?
Certo, probabilmente quel giorno pioveva, ed è altrettanto certo che, come difesa dai fulmini, qualcosa si può fare. Se non esci mai di casa quando si avvicina un temporale e hai un parafulmine sul tetto, vivi praticamente al sicuro. Esiste allora uno stile di vita che ti tiene lontano dall’infarto?
Sì e no.
Per esempio se muori prima dei 40 anni, la possibilità che invecchiando ti venga un infarto è molto bassa, ma se la fortuna ti fa arrivare ai 41, sei già in un mare di guai, perché l’età è il primo dei mitici “fattori di rischio” su cui torneremo in altre pagine.

Come mai l’attacco cardiaco è capitato proprio a me?

Spiega Marco Bobbio (cardiologo all’ospedale Molinette di Torino, dove si occupa di trapianti di cuore, docente di Epidemiologia clinica presso la Scuola di specialità di Cardiologia dell’Università di Torino, componente della Commissione unica del farmaco dal 1997 al 2000, responsabile della Commissione etica dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri):
“Io stesso mi trovo in imbarazzo a rispondere a quei pazienti, ricoverati in Unità coronarica per infarto, che mi chiedono come mai l’attacco cardiaco sia capitato proprio a loro che non hanno mai fumato, che amavano andare a pescare e il cui colesterolo, misurato in varie occasioni, era sempre risultato nei limiti della norma. Come la volontà del Signore, così le cause di molte malattie sono imperscrutabili. Nonostante gli enormi progressi della biologia e della scienza, quasi sempre alla domanda «perché proprio a me?» non possiamo fare altro che allargare le braccia, tirare un lungo sospiro e camuffare la nostra ignoranza con qualche frase di circostanza.
Bobbio M., “Leggenda e realtà del colesterolo”, Bollati Boringhieri, pag. 16

Definizione e cause dell’infarto

Per infarto si intende la necrosi di un tessuto per ischemia, cioè per grave deficit di flusso sanguigno.
Clinicamente l’infarto è una sindrome acuta provocata da una insufficiente irrorazione sanguigna (ischemia) ad un organo o a parte di esso, per una occlusione improvvisa o per una stenosi critica delle arterie che portano il sangue in quel distretto dell’organismo.

L’infarto avviene in conseguenza all’arresto del flusso sanguigno arterioso dovuto a occlusione o rottura dell’arteria. Quello che si verifica più di frequente è l’infarto cardiaco, che si manifesta con un dolore intenso e duraturo al petto e a volte al braccio sinistro e al collo, con caduta della pressione, sintomi di angoscia, affanno, aritmia fino ad arrivare allo stato di shock. Si usa anche il termine di infarto miocardico acuto (IMA), in cui quando parte del tessuto cardiaco muore a causa della mancanza di ossigeno determinata da un inadeguato flusso sanguigno nelle arterie coronarie, generalmente ristrette a causa di malattia arteriosclerotica. Morte di un tessuto per mancato apporto di sangue: il più frequente è l’infarto cardiaco

Col termine di infarto si definisce quindi una zona di tessuto venuta a morte per insufficienza di irrorazione sanguigna. Un infarto può insorgere in qualunque punto del nostro organismo, con conseguenze più o meno serie secondo l’importanza della zona colpita. Gravi per esempio sono gli infarti intestinali, cerebrali o polmonari; molto meno quelli, non rari, della milza. Di gran lunga più frequente è comunque l’infarto miocardico.

Una trombosi di un ramo delle coronarie lese dall’arteriosclerosi

In molti casi la causa determinante è una trombosi di un ramo delle coronarie lese dall’arteriosclerosi, malattia in cui si ha una deposizione di sostanze grasse nella parete delle arterie, con conseguente sovvertimento della loro struttura. La parte più interna (intima) perde così la sua levigatezza, diviene discontinua, vi si formano ulcere o placche che sporgono nel vaso. Su queste facilmente si formano trombi, cioè vi si incominciano a depositare piastrine (i corpuscoli circolanti nel sangue, fondamentali nel determinare l’arresto di emorragie e la coagulazione), le quali, data la loro capacità adesiva, fissano, trattenendoli su di sé, globuli rossi e bianchi. Si viene così a formare una sorta di coagulo. La massa corpuscolata si accresce rapidamente fino ad occupare tutto il vaso, attraverso il quale non passerà più sangue. Il territorio quindi cui questo sangue era diretto resterà senza ossigeno e, di conseguenza, morirà.
Questo è il fattore determinante nell’insorgenza dell’infarto: l’improvvisa mancanza di sangue, e quindi di ossigeno, in una zona di tessuto.
Il meccanismo attraverso il quale il sangue viene arrestato può essere quello accennato sopra oppure, altrettanto spesso, può essere rappresentato da un’emorragia nella parete dell’arteria per rottura dei piccoli vasi che la nutrono o, raramente, dall’arrivo di un embolo che occlude il vaso o infine da uno spasmo prolungato, cioè da una costrizione dell’arteria. Queste evenienze però non sono sufficienti a provocare un infarto se non vi concorrono altri fattori quali il grosso calibro del vaso interessato, la rapidità d’instaurazione del fenomeno insieme alla difficoltà di formazione di un circolo collaterale. Infatti, quando un’arteria si occlude, in tutte le sue successive diramazioni, dato che non vi giunge sangue, la pressione scende a zero, mentre nei vasi vicini aumenta la quantità di sangue circolante. Questo perciò cerca di raggiungere la zona non irrorata attraverso i piccoli vasi che collegano i due distretti. Se ci riesce prima che le cellule muoiano si evita il peggio, altrimenti insorge l’infarto. Quanto più grossa sarà l’arteria occlusa, tanto maggiore sarà l’estensione della zona necrotica, che potrà arrivare fino alla superficie esterna o interna del cuore.
Parenzan L., “Il cuore”, Fabbri editori, pag. 121

40 fattori di rischio coronario sospettati di aumentare il rischio di infarto

In una rassegna della letteratura eseguita dall’Organizzazione mondiale della Sanità sono stati identificati almeno 40 fattori di rischio coronario. In seguito, nel 1981 Hopkins e Williams hanno compilato una lista di 246 fattori che hanno suscitato almeno qualche «sospetto»: dall’affollamento abitativo a certe caratteristiche delle impronte digitali, dall’avere genitori separati.

Fattori sospettati di aumentare il rischio di infarto

Acqua povera di sali di calcio
Anomalie elettrocardiografiche
Carbossiemoglobina
Clima
Colesterolemia elevata
Compromissione della funzione respiratoria
Consumo nazionale di energia
Deficienza di cromo
Deficienza di magnesio
Deficienza di manganese
Deficienza di vanadio
Diabete
Disolfuro di carbonio
Disturbi della coagulazione
Ematocrito
Essere medico pratico britannico
Età
Frequenza cardiaca a riposo
Fumo
Grado di istruzione
Grassi saturi
Gruppo sanguigno diverso da 0
Ipertensione arteriosa
Ipotiroidismo latente
Lipidi totali nella dieta
Lipoproteine nel siero
Obesità
Pasti pesanti e abbondanti
Radioattività alfa nell’acqua
Reddito
Sesso
Storia familiare
Stress
Tipo di personalità
Trigliceridemia elevata
Uricemia
Zucchero nella dieta

Hanno un effetto protettivo

Acidi grassi polinsaturi
Attività fisica
Pectina nella dieta
Bobbio M., “Leggenda e realtà del colesterolo”, Bollati Boringhieri, pag. 35

Se hai notizie sull’infarto o una tua storia personale da raccontare, non esitare a contattarci. Se vuoi, puoi leggere lettere di infartuati (persone colpite da infarto). Queste pagine sono aperte a chiunque voglia far circolare informazioni sulle malattie del cuore e sull’infarto in particolare.

Altri approfondimenti su cuore, infarto e colesterolo

INDICE DELLE NOTIZIE SUL CUORE E L’INFARTO
COME ARRIVA E COME SI OPERA UN INFARTO
MA COME: UN INFARTO PROPRIO A ME?!?
L’INFARTO COME UN FULMINE A CIEL SERENO
ANGINA PECTORIS: DOLORI PREMONITORI AL PETTO E ALLE SPALLE
SINTOMI DELL’INFARTO: IL DOLORE CHE PRECEDE L’ATTACCO
LA CAUSA DELL’INFARTO: I FATTORI DI RISCHIO, IL FUMO E IL COLESTEROLO
STATISTICHE SULLE CAUSE DELLE MALATTIE DEL CUORE
DECESSI PER INFARTI: IL RISCHIO DI MORTE IN ITALIA
LE FORME PIÙ FREQUENTI DI INFARTI DEL MIOCARDIO
ARTERIE CORONARIE: COME IL SANGUE NUTRE IL CUORE
CORONAROGRAFIA: VEDERE STROZZATURE E OCCLUSIONI NELLA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE
ANGIOPLASTICA (o P.T.C.A.): COME DILATARE LE ARTERIE OSTRUITE
TERAPIE, STENT E STENOSI: TENERE APERTE LE ARTERIE DEL CUORE
COLESTEROLO, DIETA E CIBI POVERI DI GRASSI ANIMALI
PREVENZIONE DELL’INFARTO: RIDURRE I FATTORI DI RISCHIO
LA DIMISSIONE DALL’OSPEDALE DOPO L’INTERVENTO AL CUORE
LA VITA DOPO L’INFARTO: TERAPIE, FARMACI, DIETA E COLESTEROLO
FARMACI DOPO L’INFARTO CARDIACO
EFFETTI INDESIDERATI DELLE MEDICINE PER LA TERAPIA DELL’INFARTO
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