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Questo processo può avvenire nei denti subito o nell’arco del tempo, anche ad anni di distanza, dipendendo essenzialmente dalla capacità di resistenza dell’organismo che varia col tempo, dalle cure dei dentisti e dalla virulenza dei batteri.
Qual’è la successione dei sintomi nell’infiammazione e nell’infezione dei denti?
La polpa dei denti dapprima s’infiamma: è la fase in cui il dolore diventa fortissimo e il caldo si avverte in modo esacerbato, mentre il freddo seda momentaneamente il dolore. In seguito i batteri prendono definitivamente il sopravvento e proliferando, distruggono man mano tutta la polpa dentaria cioè colonizzano l’endodonto: tutto lo spazio all’interno dei denti che prima era occupato dalla polpa dentaria.
In termini di strategia militare: i batteri, come soldati nemici, hanno occupato un avamposto da dove non possono più essere stanati perché l’organismo non può inviare i suoi soldati: macrofagi, mastzellen, linfociti. Quest’ultimi infatti possono essere veicolati soltanto col sangue che però non può pervenire al l’interno del dente dato che le vie di comunicazioni ( le arterie), sono state distrutte dal nemico. Da questa situazione di vantaggio strategico i batteri - se i dentisti non li combattono - cercano di invadere l’organismo passando per il foro (forame apicale) che si trova sulla o in prossimità della punta della radice. Se ci riescono provocano l’ascesso dei denti che provoca il caratteristico gonfiore della guancia. |
Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il medico dentista dott. Ierfino dentista a Roma conduce contro i nemici dei nostri denti.
Ierfino, di cui sono onorato di definirmi “paziente soddisfatto”, ci mette l’anima nel suo lavoro. Capisci che lo vive come passione, ed è così persuasivo che alla fine ti convince a combattere – insieme a lui – per salvarti i denti, per prevenirne la carie e i malfunzionamenti.
Come gestore del sito "Il palo", lo raccomando a chi preferisce prevenire gengiviti e carie, piuttosto che farsi estirpare denti quando è ormai troppo tardi. |
I farmaci servono soltanto all’inizio quando l’ascesso si sta sviluppando cioè quando infuria la battaglia che porta o può portare alla invasione dell’organismo. E’ una vera e propria guerra biologica in campo aperto che si combatte nell’area attorno alla radice del dente.
In questa fase sono indispensabili:
gli antibiotici: che agiscono contro i batteri che stanno invadendo l’organismo
gli antidolorifici: per il dolore
gli antigflogistici: per attenuare l’infiammazione cioè l’ingorgo caotico che si verifica nel campo di battaglia.
col ghiaccio per rallentare la velocità della battaglia favorendo così l’organismo che può organizzare meglio le difese dei denti.
A cosa serve la terapia canalare in caso di ascesso?
La terapia canalare eseguita dai dentisti serve a togliere il tessuto pulpare (il nervo) e la dentina infetta e necrotica dell’interno dei denti sia a livello della corona sia a livello delle radici. Ciò si effettua con piccoli strumenti a forma di ago: alesatori, lime, etc.
Dopo tale operazione i dentisti nell’intervenire sull’ascesso sagomano l’interno del dente e dei canali radicolari, sterilizzano tutto l’interno del dente e infine i dentisti riempiono lo spazio endodontico e lo sigillano con un materiale permanente quali la guttaperca e/o cemento canalare apposito per i denti.
Come si fa la terapia canalare?
I dentisti agiscono così:
E’ di fondamentale importanza che durante tutte le manovre non entrino batteri dall’esterno per es. con la saliva quindi è importantissimo isolare il dente.
Si isola il campo operativo mediante la cosiddetta diga: cioè un foglio di gomma teso da un archetto metallico e tenuto in posizione da un uncino metallico.
Si apre completamente il soffitto della camera pulpare col trapano
Si accede alla camera pulpare
Si entra in camera e si pulisce tutto.
Si trovano il o i canali che portano alla punta della o delle radici.
Si misura la lunghezza del canale (dalla corona fino all’apice radicolare) mediante una radiografia e/o un localizzatore elettronico dell’apice.
Con degli strumenti sottili quali piccole lime, alesatori etc. e con l’aiuto di liquidi: acqua ossigenata, ipoclorito e con abbondanti lavaggi di soluzione fisiologica, si rimuovono e si uccidono i batteri.
Si sagoma l’interno del dente.
Si asciuga l’interno del dente con coni di carta sterile
Si riempie l’interno del dente con dei coni di guttaperca e/o con del cemento.
Tutta la cura è difficile e lunga soprattutto per i molari e quindi costosa.
Ci vogliono da una a tre-quattro sedute secondo i casi e i dentisti, e il tipo di ascesso. |
Radiografia diagnostica. All’inizio i dentisti fanno delle radiografie dei denti: per la diagnosi dell’ascesso.
Ricostruzione provvisoria della corona dentale quando questa è distrutta, allo scopo di lavorare in condizioni ottimali di isolamento del campo operativo.
La dose di radiazioni assorbite nell’esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima. Il rapporto rischio/beneficio è altamente a favore del beneficio (cioè una corretta cura endodontica).
Anestesia locale (l’intero trattamento è completamente indolore).
Strumentazione dei canali mediante uno strumentario endodontico che asporta la polpa canalare, i batteri e le sostanze infette, creando nel medesimo tempo una forma a cono, adatta a ricevere il materiale d’otturazione.
I dentisti eseguono lavaggi con ipoclorito di sodio, potente antisettico, per ottenere un ambiente il più possibile asettico.
Riempimento permanente dei canali con guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato a cemento canalare.
Otturazione provvisoria.
Durante la cura canalare eseguita dai dentisti si avvertirà dolore?
Con l’anestesia locale il dolore è completamente assente.
Nei due-tre giorni successivi alla cura endodontica dell’ascesso vi può essere un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno lieve: si può ovviare con un qualsiasi analgesico. In rarissimi casi, in radici di denti particolarmente infette, a causa della mobilizzazione ed al passaggio di batteri oltre apice, può svilupparsi un ascesso, ovviamente doloroso; l’insorgenza di queste complicanze non pregiudica però il successo della terapia endodontica iniziata. In questi casi è necessario il drenaggio dei canali: questo si può ottenere ritornando pochi minuti in studio.
Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?
Si recupera un dente destinato altrimenti all’estrazione. Naturalmente, poi, toccherà ai dentisti ricostruirlo in modo appropriato e duraturo con il restauro protesico altrimenti, in poco tempo, si spacca, poiché è molto indebolito nella sua struttura. |
Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il medico dentista dott. Ierfino dentista a Roma conduce contro i nemici dei nostri denti.
Ierfino, di cui sono onorato di definirmi “paziente soddisfatto”, ci mette l’anima nel suo lavoro. Capisci che lo vive come passione, ed è così persuasivo che alla fine ti convince a combattere – insieme a lui – per salvarti i denti, per prevenirne la carie e i malfunzionamenti.
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