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Cosa insegna la filosofia

Sono arrivato ad occuparmi di filosofia seguendo un percorso particolare. 25 anni fa mi laureai in Storia e Filosofia, a quel tempo mi interessava solo la storia, della filosofia apprezzai solo la Filosofia della scienza. Poi ho passato anni lavorando con le immagini, conservando - quasi come un hobby - un interesse per il funzionamento del cervello, per la fatidica domanda: come vengono le idee? Esiste una "gallina dalle uova d’oro", esiste un metodo per farsi venire delle idee?
In questi ultimi anni mi sono invece appassionato di Comunicazione. Ho insegnato comunicazione, e nelle mie ricerche mi sono imbattuto in un filosofo che mi ha colpito per le verità su cui ha indagato: Bateson.
Ho scoperto con estremo piacere che anche lui aveva indagato sul cervello - la mente - e la comunicazione, e ho ritenuto opportuno mettere on line del materiale che lo riguarda.
Se anche voi avete materiale su qualche filosofo segnalatemi le vostre curiosità, le indagini che avete fatto, e magari le pagine che avete dedicato a qualche pensatore. Sarei molto lieto di segnalare il materiale che voi avete messo on line, in maniera che possa essere offerto anche da un link che parta da queste pagine.
Grazie per l’attenzione.

Stiamo mettendo on line tutta una serie di estratti da libri su vari temi. In particolare:

Pagine dedicate ai libri sulla filosofia
Matteo Saltalamacchia: GREGORY BATESON E L’LSD
Gregory Bateson, Verso un’ecologia della mente, Adelphi

Se oltre alla Filosofia vi interessa anche la storia, spero di poter contribuire ad arricchire la cultura vostra e di tutti noi. Ho organizzato anche una mailing:

La mailing list “nuova-storia”

La mailing list è uno strumento gratuito, gestito da Yahoo e moderato dal sottoscritto. È un po’ come abbonarsi ad una rivista virtuale, e su Internet esistono migliaia, forse un milione di Mailing list, in ogni lingua e dedicate agli argomenti più disparati. Funzionano in maniera semplice ed intuitiva. Si riceve ogni tanto una email che si occupa delle materie di interesse dell’utente, nel caso della nostra mailing la Storia. La gente è libera di iscriversi mandando una semplice email del tutto vuota indirizzata a nuova-storia-subscribe@yahoogroups.com , mentre, se poi la mailing non risultasse di suo interesse, può sganciarci, annullare l’abbonamento virtuale e cancellarsi dall’indirizzario in maniera del tutto automatica, inviando una semplice email a nuova-storia-unsubscribe@yahoogroups.com .

Vi invito quindi ad iscrivervi e a leggerne qualcuna, seguendo il tipo di notizie che intende raccogliere e diffondere, magari mandando e proponendo voi qualcosa. Forse, frugando nei libri di una biblioteca, o girovagando su internet, può capitare a qualche lettore di trovare una notiziola  significativa, emblematica, poco nota, breve e interessante al tempo stesso che, analizzata con confronti, allargamenti, riflessioni parallele, getti nuova luce su aspetti della nostra esistenza presente o passata. Se è così ce le faccia pervenire e saremmo lieti di farle conoscere agli iscritti a questa lista, per aiutare noi tutti a capire il passato, a decifrare il presente e a prevedere il futuro.

I messaggi sono visionabili alla pagina http://groups.yahoo.com/group/nuova-storia/messages :

o anche cliccando qui

Il materiale ospitato in queste pagine

Della Storia spiegata dagli storici professionisti è meraviglioso il metodo: l’estrema prudenza nelle affermazioni. Abituato ad avere sempre meno ‘’documenti’’ di quel che vorrebbe per sostenere le sue affermazioni, lo “storico professionista” impiega 10 pagine di tenui indizi prima di azzardare un’ipotesi.
Queste però sono pagine di – e dedicate a – un’altra categoria di appassionati del settore: gli “storici dilettanti”. È gente a cui piacerebbe, sia pur da dilettanti, arricchire la cultura e le conoscenze storiche senza violare i metodi della storiografia più rigorosa.

ERRORI DELLA CULTURA POPOLARE

L’amore per la Storia dà il meglio di se quando riesce a smascherare alcuni errori della cultura popolare, fornendo una visione che ribalta la concezione precedente. In questo campo degli  “storici dilettanti” possono risultare utili.
Errori nella cultura popolare esistono e sono sempre esistiti, anche nel passato. I colonialisti inglesi del 1800 ritenevano di essere migliori degli indigeni e destinati a dominare il mondo: non era vero. Un secolo dopo la Gran Bretagna è uno Stato come tanti altri.
Vediamo degli altri esempi di errori della cultura popolare. Il nostro modo di concepire il culto pagano dei Romani è errato, si basa su una visione storica settoriale, che dà più importanza ai resti di un tempio che alla venerazione della gente. Noi siamo soliti identificare il paganesimo con il culto a Marte o a Giove, ma se questi Dei - e i rispettivi grandi edifici religiosi a loro dedicati - dominavano la  città di Roma, nelle campagne il culto pagano assumeva tutto un altro aspetto. Non solo: alcuni elementi del culto pagano nella Roma repubblicana – pur essendo molto popolari – non hanno lasciato tracce evidenti: alcuni Dei senza tempio erano invece molto più venerati di una Venere o di un Apollo.
E ancora: noi abbiamo solo una vaga idea di come avvenisse una battaglia all’epoca della Rivoluzione francese. Ci fanno studiare le guerre napoleoniche, Austerlitz e Waterloo, ma non spiegano come avveniva il combattimento, come sparavano fucili e cannoni, che tipo di pallottole si usavano. Eppure se l’arte militare ha contato qualcosa in un periodo storico, questa è stata proprio l’epoca di Napoleone, ma, nonostante questo, mai una pagina, sui vari manuali di storia, con un minimo di informazioni belliche.

MATERIALE ANCORA DA STRUTTURARE

In questa sezione del sito è possibile trovare del materiale ancora da strutturare. Sono pagine e notizie che ho ritenuto interessanti e che ho rintracciato leggendo vari libri. Le ho trascritte – aiutato da un programma di riconoscimento testi – e le ho dotate delle opportune indicazioni bibliografiche, le ho titolate e messe on line perché altri esseri umani potessero ricavarne una loro personale utilità.
Il tutto parte da una mia  passione per la Storia e soprattutto dalle riflessioni suscitate da un volume di Ron Rosenbaum, “Il mistero Hitler”, Mondadori.
È un libro basato su interviste ai più celebri biografi di Hitler. Ne emerge un quadro desolante e insieme curioso: gli storici non sono affatto concordi sulla risposta al quesito: “Che cosa fece di Hitler Hitler?».
Ecco che di un personaggio pubblico, morto meno di un secolo fa, di cui sono stati catturati tutti gli archivi segreti, con le registrazioni dei suoi colloqui allo Stato maggiore tedesco: e tanti documenti di prim’ordine, incredibilmente vasto e incomparabilmente maggiore di quel che abbiamo su Stalin; eppure su di lui non esiste ancora un giudizio unanime. 

CHE COSA FECE DI HITLER HITLER

“Che cosa fece di Hitler Hitler?». Si chiede Ron Rosenbaum, e spiega:
“…rimasi colpito nel constatare quante persone colte citavano come verità di Vangelo l’interpretazione di Hitler proposta da uno solo dei tanti volumi sull’argomento. Quando discutevo con “non specialisti” ero stupito di quanto spesso molti di loro fossero convinti di essersi fatti un’idea precisa e definitiva di Hitler, soltanto perché avevano letto un libro, quello della Miller o quello di Erich Fromm o di qualcun altro, oppure per essere venuti a conoscenza di qualche teoria ardita ma sostanzialmente fasulla, come quella del «sangue ebraico» o la storia della sua perversione sessuale.
Mi resi conto che, più mi addentravo in quelle storie, e nel mare magnum delle spiegazioni e delle prove addotte per giustificarle, più aumentava la mia incertezza. E cominciai a percepire che la gente, quanto meno sapeva di Hitler, tanto più si mostrava convinta e certa su di lui, liquidando ogni questione con affermazioni semplicistiche (era paranoide, o una semplice pedina dei grandi interessi economici, e così via).
Mi affascinò questo fenomeno di ricorrente abbandono della «capacità negativa» (la qualità che fu definita per la prima volta da John Keats come la capacità di sopportare l’incertezza senza un’”Irascibile ricerca” della certezza). [Ron Rosenbaum “Il mistero Hitler”, p. 39]

UNA TRACCIA DA SEGUIRE: LO STAFF DI HITLER

La scelta del materiale offerto nelle pagine è relativamente casuale, segue i miei interessi passati o attuali, e in alcune parti può apparire sovradimensionata. Perché, ad esempio, tante pagine sullo staff di Hitler? È materiale per uno studio ancora da iniziare che parte da questa domanda: se non riusciamo a capire Hitler, forse potremmo decifrarlo meglio studiando il suo staff. Un leader si giudica dagli uomini che sceglie a governare al suo fianco.

LA STORIA HA VARIE SORELLE

La Storia, quella con la “S” maiuscola, ha varie sorelle e un mucchio di parenti più o meno stretti. È una famiglia unita, dove ogni membro sostiene il vicino. Le sorelle sono: la storia dell’arte, la storia della letteratura, la storia della filosofia, la storia della scienza, e la geografia. I parenti sono tutte le altre scienze: dalla chimica pura – utile per datare una ceramica o un osso, all’antropologia, dalla numismatica all’archeologia. Ci piacerebbe in futuro allargare la ricerca e l’offerta di materiale anche a questi settori.

IL GIOCO DEGLI INDOVINELLI SULL’ARTE

Il campo in cui una piccolissima parte del lavoro è stato svolto, è la storia dell’arte. Grazie al contributo del professor de Manincor, è stato allestito un sito interessante: “Il gioco degli indovinelli sull’arte”: www.ilpalo.com/arte . Oggi la grafica digitale permette di ricostruire due ’’versioni’’ diverse di uno stesso quadro, tutte e due credibili: l’originale ed un’altra ritoccata con la massima cura. Diventa così possibile osservare due variazioni dell’immagine e chiedersi: ’’L’autore quale avrebbe scelto?’’
Il gioco è anche un’occasione per dare visibilità ai capolavori d’arte, perché permette di osservarli con occhi diversi. Vedendo due ipotesi di esecuzione, ci si ritrova immersi nelle stesse problematiche con cui si è confrontato l’autore. Può essere appassionante rivivere, dopo 500 anni, i dubbi creativi di Michelangelo.

RINGRAZIAMENTI

Oltre a tutti coloro che mi hanno aiutato nella raccolta e nell’editing di questo materiale - specie a Xenia Buzzi e a Giancarlo Galassi, i miei editor principali – vorrei esprimere il mio ringraziamento a tre ‘’istituzioni’’: le biblioteche, i programmatori che hanno realizzato gli O.C.R., cioè i programmi di riconoscimento testi, e internet.
Senza le prime non sarebbe stato possibile avere il ricchissimo materiale da cui scegliere i brani significativi.
Senza un programma, anche non perfetto, di scansione e trasformazione di una fotocopia in un testo usabile, la fatica di ribattere a macchina tutto sarebbe stata improba.
Senza internet non sarebbe stato possibile mettere questo lavoro a disposizione degli utenti, che possono rintracciarlo, copiarlo e utilizzarlo nella massima libertà.
Inoltre internet, grazie ai motori di ricerca, ci permette di inserire i testi quasi alla rinfusa. Ci penseranno i potenti computer di Google a renderli usabili collegandoli alle parole chiave cercate dalla gente.

LA VOSTRA COLLABORAZIONE

Se avete pagine di libri già trasformate con un programma di riconoscimento testi, o se avete vostri commenti in linea con la filosofia di questo sito, non esitate a mandarcene una copia. Contribuirete ad arricchire il bagaglio di conoscenze immediatamente disponibili, e aiuterete il genere umano a sapere di più sulla sua Storia e sul suo futuro. Evitiamo di immettere in rete solo nuove suonerie, foto erotiche e siti-vetrina delle aziende.
Se qualcosa vi ha interessato e ve lo siete salvato sul computer, potrebbe interessare anche a noi, e a chi capita su questo sito.

GUAI A NON RACCONTARE LA PROPRIA STORIA

Ritornando, in chiusura, al mio caso personale, mio figlio Osiride Luca mi ha rivolto giorni fa un rimprovero. Non gli avevo mai raccontato la mia vicenda personale nel 1968 – il periodo storico che mi è capitato di aver vissuto – e per non influenzarlo ho lasciato che gliene parlasse un suo amico, per mia fortuna fornito di una visione storica tollerante, aperta e culturalmente positiva.
Guai a non raccontare la propria storia!
Esiste il rischio che circolino interpretazioni erronee e che queste diventano dominanti. L’insieme delle credenze storiche di un popolo, guidano il suo presente. Approfondire la storia è quindi fare luce sul nostro futuro.

Grazie per l’attenzione
Francesco Cascioli

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Qui potete trovare una serie di materiali scansionati da libri di storia: INDICE DEL MATERIALE.

 

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