Il marketing sta cambiando; oggi deve tener conto dell’ampio uso del web
Il marketing tradizionale è inteso, secondo una definizione della American Marketing Association (1988), come il processo di analisi, pianificazione, realizzazione e controllo delle decisioni riguardanti il prodotto, il prezzo, la promozione al fine di creare scambi che consentano di conseguire gli obiettivi di individui e organizzazioni.
Il progressivo e incessante affermarsi di Internet nel panorama economico mondiale, impone invece il superamento dei tradizionali modelli di marketing per concentrarsi sull’indicizzazione dei siti nei motori di ricerca.
Le tecniche di marketing che fanno uso del Web, saranno dunque molto diverse da quelle applicate ai media tradizionali. L’impresa, in questo nuovo contesto, deve pensare a se stessa in primo luogo e principalmente come fornitrice di informazioni e deve avere ben presente che si trova di fronte un nuovo tipo di cliente, il quale diventa elemento attivo del processo di marketing.
Sono le informazioni, i contenuti e i servizi offerti dal sito Web - selezionate e segnalate dai motori di ricerca - ad attirare il cliente verso l’azienda. D’altra parte è l’utente Internet a decidere quali siti visitare in base ai contenuti ai quali è interessato. Il gestore del sito si deve chiedere: "come posso utilizzare l’indicizzazione dei siti nei motori di ricerca per intercettare il massimo di visite?"
In mezzo, a mediare tra azienda e cliente, ci sono infatti i motori di ricerca. Questo ricercare l’alta indicizzazione dei siti nei motori di ricerca, deve avvenire tramite una strategia “umile”, un adattarsi completamente a come Google vuole gli siano presentate le informazioni. Solo così si raggiunge l’indicizzazione desiderata riguardo alle frasi su cui si vuole arrivare ai primi posti sui motori di ricerca.
Le caratteristiche del mezzo impongono quindi un totale ribaltamento dell’approccio di marketing, che non è più di tipo selettivo (push), bensì attrattivo (pull).
Fare marketing in rete significa innanzitutto porre il consumatore al centro dell’attenzione, prima, durante e dopo il processo di individuazione delle frasi che l’utente digita sui motori di ricerca, che poi saranno quelle su cui si curerà l’indicizzazione dei siti.
Generare, attraverso i motori di ricerca, un traffico formato da un target qualificato
Nostro obiettivo è generare, attraverso Google, traffico composto da un target qualificato. Intercettare i bisogni dell’utente ed invogliare i motori di ricerca a indicare noi come primi solutori di quel bisogno. Dirottare traffico sui siti web dei nostri clienti, per far ottenere a loro un’alta indicizzazione nei motori di ricerca, e risultati concreti e misurabili.
Per perseguire tali obiettivi non solo è fondamentale e necessario avere competenze tecnologiche di ottimizzazione del codice dei siti da promuovere, ma anche comprendere gli obiettivi di marketing dei siti, in modo da integrare la visibilità nei motori di ricerca – vincere nell’indicizzazione dei siti - con gli altri strumenti aziendali utilizzati per la comunicazione e il marketing.
Noi quindi offriamo:
- servizi ad alto valore aggiunto puntando al web come strumento di business
- massimizzazione della visibilità
- indicizzazione dei siti nei motori di ricerca come occasione di promozione online
Non essersi soffermato a pensare: “Per quali frasi mi piacerebbe vincere il posizionamento dei siti
nei motori di ricerca?” vuol dire non aver capito internet
Nella progettazione e realizzazione di un sito vincente, prima di mettere all’opera i programmatori, i grafici e i tecnici, è necessario “capire” e pianificare il lavoro tenendo presenti gli obiettivi e il target del progetto. Molto spesso però in fase di progettazione ci si dimentica di individuare le frasi per l’indicizzazione nei motori di ricerca. Si tralascia di considerare che uno degli obiettivi principali dello spazio web è proprio quello di convogliare utenti con i quali fare business. Si dimentica di progettare pensando – in primo luogo – ai motori di ricerca.
L’ostacolo maggiore che una piccola impresa o il gestore di un sito può incontrare nella pianificazione del proprio progetto internet, è dunque la rinuncia a ricercare una buona indicizzazione dei siti. Non si sono studiate le frasi da far arrivare ai primi posti sui motori di ricerca. Senza mirare al posizionamento, si rinuncia a farsi aiutare da Google. Essere in rete "per esserci" o senza obiettivi e frasi precise su cui puntare, è inutile. Avere un sito e non essersi mai soffermato a pensare: “Per quali frasi mi piacerebbe essere pertinente?” vuol dire non aver capito internet e come ci viaggia sopra l’informazione anche commerciale, che è sempre “mediata” dai motori di ricerca.
La consulenza mirata di un SEO: un consulente per vincere sui motori di ricerca
È diffuso, nelle "piccole e medie" imprese come nelle "grandi", un uso approssimato e distratto della rete, come banale "atto di presenza" e con un pericoloso predominio delle apparenze sui contenuti. La bella grafica da sola serve a poco, senza un lavoro sull’indicizzazione dei siti nei motori di ricerca. Può essere invece altamente desiderabile una "visibilità" specifica, orientata a precise aree di interesse, che punta ad arrivare ai primi posti sui motori di ricerca per determinate frasi. Questo si ottiene efficacemente con la consulenza mirata di un SEO – un consulente per l’indicizzazione - che induce una "crescita naturale" delle visite, grazie a spinte e a pressioni sui motori di ricerca, che tengono conto degli algoritmi di valutazione.
Arlecchino servitore di due padroni
I consulenti di web marketing scrivono per essere apprezzati dai robot, anzi solo per uno tra questi, Google, che è il nostro principale referente. Solo se piaciamo a quel robot ci sentiamo soddisfatti. Combattiamo ormai da anni per imparare a diventare “simpatici” ai motori di ricerca, fino al punto che loro, e soprattutto Google, ci mettano per primi circa le frasi che ci interessano.
La cosa nel tempo ci ha dato soddisfazioni. Google ci considera il migliore d’Italia per “docente di comunicazione”: contro 1.600.000 pagine concorrenti vince la nostra www.ilpalo.com/docente-di-comunicazione.htm .
Siamo il primo per “docente di web marketing”, “docente di marketing”, “docente di photoshop”, e – non potevamo mancare a questa sfida – anche per “lavori strani” offriamo la pagina migliore in assoluto secondo Google.
Il consulente nello scalare le classifiche di Google opera quasi come un falsario. Scrivere pagine con la “massima pertinenza possibile” rispetto ai 90 criteri che seguono i Motori di ricerca, è fare un falso. La pagina pertinente infatti compare agli utenti. Questi ci arrivano – indirizzati proprio a quella pagina dal signor Google - e non si accorgono minimamente che la pagina non è stata scritta per piacere a loro, a chi ha occhi e cervello, ma solo a chi ha un “cervello elttronico”. Siamo come “Arlecchino servitore di due padroni”, l’umano e il robot, ma è al robot che miriamo.
Il consulente non firma mai le sue pagine con scritte tipo: “pagina redatta da Mario Rodssi, consulente nel far vincere le pagine su Google”. Il visitatore se ne potrebbe avere a mele. La stessa regola di privacy vale per le nostre referenze. Abbiamo lavorato per vari clienti, ma possiamo esibire solo i risultati ottenuti su Ilpalo, perché su quelle dei clienti la riservatezza è massima e doverosa.
Cosa Google indicizza e cosa NON Google indicizza
Google indicizza:
L’alt text (il testo HTML che descrive le immagini, <img src>).
Il testo nella URL.
I primi 83 caratteri del testo nel titolo HTML (<TITLE>).
Il testo dei menù a tendina.
Il contenuto del <NOFRAMES>
Il testo che appare in un link. In questo caso, ad esempio, la parola "regali" viene indicizzata: <A HREF="www.nomedominio.com">Regali<A/>.
Testo che compare nel corpo della pagina (<BODY>).
Google NON indicizza:
I META TAGS (descrizione e parole chiave).
Il testo all’interno degli STYLE Tag.
Il testo dei commenti HTML.
Il Testo delle pagine
I motori di ricerca rilevano il testo presente sulle pagine HTML statiche di un sito. Non tutto il testo presente sulla pagina ha lo stesso valore: le parole che compaiono nella parte superiore saranno ritenute quelle maggiormente rappresentative del sito. Lo stesso vale per le parole che presentano un formato maggiore e per le parole che all’interno della pagina presentano una frequenza maggiore: se una parola ricorre con una frequenza compresa fra il 3 e il 7% delle volte all’interno di una pagina web, è ritenuta significativa dai motori e verrà considerata una parola chiave nelle ricerche. Tutto questo si riferisce al testo HTML che può essere visualizzato durante la navigazione da qualunque browser.
Il più brutto nome di pulsante mai inventato
Questo spiacevole record tocca a Google, un sito per altri aspetti di una chiarezza esemplare.
Stiamo parlando del misterioso “mi sento fortunato”; perché ci sembra tanto brutto?
Intanto perché non è chiaro: fortunato in cosa? Che c’è sotto?
Internet è anche il regno del business spietato: la gente diffida - ed a ragione - di tutto ciò che non capisce. Un pulsante con un’etichetta (così si chiamano le parole che contraddistinguono un pulsante) ambigua, che puzza di imbroglio, che evoca concorsi a premi a cui non si è mai partecipato, invoglia solo a diffidare. Il risultato è che pochissimi l’hanno mai cliccato. La sua vera funzione è semplice: il percorso dell’utente su Google è formato da quattro passaggi:
- si scrive la domanda
- si clicca trova
- si ottengono 10 indirizzi con una breve descrizione
- si solito si clicca sul primo risultato, tornando indietro a vedere il secondo se il primo non soddisfa la nostra curiosità.
Se si clicca “mi sento fortunato” il pulsante Google salterà la fase dei dieci indirizzi suggeriti e il Motore aprirà direttamente il primo degli indirizzi che sta per suggerire. È una funzione per certi aspetti anche utile; se si sta cercando “orario treni”, probabilmente il primo indirizzo suggerito è già quello buono. Di certo però una funzione titolata “mi sento fortunato” è quanto di più scostante e confuso si potesse inventare, ed ecco che una “etichetta” errata può nascondere un aspetto di internet invece che invogliare a utilizzarlo.
Obiettivi misurabili nel posizionamento dei siti
sui motori di ricerca
A differenza delle pubblicità tradizionali, il posizionamento su Google e sui motori di ricerca è valutabile quantitativamente. O sei nei primi venti indirizzi, o NON ci sei.
Non è un intervento di pura promozione istituzionale o estetica. Non è un “bel depliant”, di cui non si può verificare a chi veramente piace. L’indicizzazione e l’inserimento su Google e sui motori di ricerca, produce numeri, incrementi statistici, posizioni in classifiche. Deve produrre effetti già 30 giorni dopo la messa on line delle nuove pagine.
Le frasi obiettivo della pressione su Google
Le campagne di pressione su Google e sui motori di ricerca sono univoche e basate su una singola frase in cui si vuole primeggiare. Ogni ulteriore gruppo di parole, richiede un suo intervento specifico.
Ecco dunque degli obiettivi quantificabili!
Il principale è:
Diventare uno dei primi 20 siti offerti da Google in risposta per le frasi/domande concordate.
Le pagine per vincere su Google saranno scritte dal consulente, approvate nei contenuti dalla direzione dell’azienda, e poi messe on line per la pubblicazione su Internet dal vostro webmaster (chi si occupa di gestire il vostro sito) o dai consulenti di web marketing.
L’incremento viene raggiunto entro 90 giorni dalla messa on line su internet delle nuove pagine.
I costi. Il prezzo della consulenza per ottenere un’alta indicizzazione sui motori di ricerca è visionabile su questa pagina dedicata ai consulenza
per ottenere un alto posizionamento su Google.
Scriveteci e vi forniremo: risposte, preventivi, utili consigli. Un parere di un esperto nel posizionamento su Google è sempre utile. |