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Cosa è l’indicizzazione e l’iscrizione
di un sito su Google

Secondo la definizione fornita da whatis.com un " motore di ricerca " si compone di tre parti:
- Un "ragno" (anche chiamato "crawler" o "robot" o "spider"). Si tratta di un automa (un programma) che si sposta su ogni pagina o sulle pagine principali di un sito web rilevandone le informazioni più importanti e utilizzando link di ipertesto per spostarsi e scoprire pagine di altri siti web nella ricerca di informazioni e prima di effettuare l’indicizzazione.
- Un programma che crea un enorme indice dalle pagine che sono state lette in vista dell’indicizzazione e l’iscrizione di un sito
- Un programma che riceve le richieste di ricerca degli utenti, le confronta con le entrate nell'indice e restituisce al richiedente i risultati mediati dalla sua indicizzazione. Pertanto i motori di ricerca funzionano in modo automatico.
I "ragni" spazzano e perlustrano il web alla ricerca di siti e pagine da inserire nel loro indice, seguendo i percorsi indicati dai link trovati sulle pagine visitate. La quantità di informazioni raccolte quotidianamente dai ragni per effettuare l’indicizzazione, ed il fatto che sia un programma algoritmico – una formula matematica - a gestire tale quantità di informazioni, apre la possibilità a molte imprese di consulenza di raggiungere (e far raggiungere ai propri clienti) un buon posizionamento sui motori, a patto di conoscere i meccanismi di funzionamento e di indicizzazione rilevanti per il programma che gestisce il motore di ricerca. Nel nostro caso tipico, il modo con cui Google “dà i voti” e premia un sito a spese di un altro.
Le informazioni relative ad un sito web, e necessarie per poter fare classifiche e indicizzazione, vengono rilevate  periodicamente dai motori. Ogni motore di ricerca ha una propria formula per inserire in indice e in classifica le pagine: nell'algoritmo del programma di ricerca delle pagine sono assegnati pesi diversi (a seconda del motore) a variabili ritenute importanti ai fini della ricerca.
Queste variabili strategiche di Google e degli altri suoi colleghi, dovrebbero essere tenute presenti da chiunque intenda far rilevare l’indicizzazione e l’iscrizione di un sito su Google.
Google ha un software – detto anche spider o robot – dal nome Googleboot, che tutto il giorno cerca informazioni sulla rete per fare l'indicizzazione. In alcuni siti passa una volta a settimana, o una volta al mese, dipende da quanto il motore di ricerca stima quel sito. Ad esempio dentro ilpalo lo spider passa la bellezza di 240 volte al giorno, in media una volta ogni 6 minuti.
E ilpalo non è che uno dei tanti siti italiani, magari ben ottimizzato, ma comunque con almeno altri 100/200.000 fratelli, tutti abbastanza importanti, tutti con più di cento o mille pagine (ilpalo attualmente ha 5.000 pagine) e tutti ben segnalati nelle classifiche. Come può un robot – per quanto potente – analizzare così tante pagine?
Semplice. Nella sua visita/tipo si limita a chiedere al relativo server qual è l’ultima pagina che è stata inserita o aggiornata in quel determinato sito.
Se non ci sono state novità negli ultimi minuti, Google passa oltre. Se invece una o più pagine sono state aggiornate o inserite, ecco che il motore ne tiene nota per la indicizzazione.
Di solito il server Web supporta l'intestazione HTTP If-Modified-Since. Questa funzione consente al server Web di comunicare a Google se il contenuto è stato modificato dall'ultima volta che è stata eseguita la scansione del sito.

Un esempio di indicizzazione di un sito su Google

Facciamo un esempio: Lapo Elkann. La notizia del ricovero in ospedale viene data la mattina alla radio. Alle 10 uno smanettone – un esperto informatico o comunque uno che gestisce un sito, un forum o un blog -  l’ascolta e comincia a dire la sua, commentando l’evento, scrivendo sul web la sua opinione o creandoci sopra una barzelletta.
Alle 11.00 l’informatico mette on line una nuova pagina sul suo sito www.pippo1.it.
Alle 11,05 qualcun altro mette on line la sua personale versione su Pippo2.it, un terzo fa lo stesso su Pippo3.it.
Il robot di Google – del tutto in automatico – sta visionando siti nella ricerca di informazioni prima di effettuare l’indicizzazione. Trova 3 o più pagine nuove in cui la frequenza di una certa parola: “Lapo Elkann” è insolitamente alta.
Nel frattempo il Computer Centrale di Google (chiamiamolo CC, come l’ormai desueto e sovietico “Comitato centrale”) risponde alle domande degli utenti e stila le sue personali classifiche delle domande rivoltegli quella domenica.
Oltre alle classiche richieste che soddisfa tutti i giorni (orario treni, sesso, chi era Napoleone, offerte lavoro Milano, ecc.), nota un insolito concentrarsi di domande con due parole, “Lapo Elkann”, un numero di richieste molto alto, insolitamente alto, e il CC si allerta.
Riformula le sue classifiche sulle due parole, privilegiando la data di aggiornamento delle pagine, dando ampio spazio a siti che contengono Lapo Elkann e che abbiano messo on line nuove versioni delle pagine proprio quella domenica.
Risultato: nel giro di poco più di tre ore il Computer Centrale di Google è in grado di soddisfare la richiesta di informazioni con notizie fresche, sfornate or ora dai vari siti.
L’esempio sopra è calzante per quel che riguarda l’attualità. Per parole come “Agriturismo marche”, questo criterio di «pagine aggiornate recentemente» conta, ma non così tanto per l'indicizzazione.

Lo spider di Google e l’indicizzazione di una pagina con "Giulio Cesare"
Lo spider di Google – con diversa periodicità – analizza di continuo i siti e aggiorna la sua indicizzazione: come procede?
Come primo criterio vede la frequenza di certe parole.
Scarta le “non stop words” tipo “e”, "il", “con”, “fra” ecc.; dei restanti termini redige una classifica di frequenza, che è la base dell'indicizzazione.
Supponiamo che stia analizzando la pagina nuova di un tizio, che ha messo on line tutto il “De bello gallico -  la guerra di Gallia” scritto da Giulio Cesare e tradotto in italiano sul suo sito pippo-100.it.
La pagina inizia con il titolo su citato scritto grande, e prosegue con una notevole quantità di parole. Il robot trova “grano” 88 volte, “salmerie” 37 volte, viveri 22, rifornimenti 13, raccolto 10 volte. Trova inoltre che anche “Cesare” ha un alta frequenza, mentre Giulio ne ha una minore, perché spesso nelle pagine si può leggere “…e Cesare manda in avanti una legione…”, mentre la dizione “Giulio Cesare” è molto più rara.
Inizia pertanto a ritenere che la pagina in questione si occupi di grano, salmerie, viveri, rifornimenti, raccolto, cesare.
Inoltre nota che i termini: bello gallico guerra Gallia Giulio Cesare sono scritti all’inizio della pagina e in un corpo tipografico – tipico dei titoli – maggiore che nel resto della pagina. Deduce che le parole scritte in grande e all’inizio siano particolarmente importanti per la pagina in questione. Naturalmente non capisce il significato semantico dei termini. Noi capiamo che la parola “bello” in questo caso è un termine latino, ma per Google è l’equivalente di “bello” come aggettivo italiano. Senza una adeguata conoscenza semantica gli è impossibile distinguere tra i due termini.
Per fortuna “bello” è così generico che le classifiche - in caso un utente richieda solo “bello” - sono pronte nel Computer Centrale del Motore, ma sono compilate con una modalità “random”, semi-casuale (modalità su cui torneremo più avanti).
Tralasciando l’analisi di “bello”, concentriamoci sugli altri termini del titolo.
Google adora le parole nuove che non ha mai prima analizzato, anche refusi come “trenno” invece di “treno”, o “tataruga”, o “pseudotemplari”. In subordine apprezza termini di cui sul web ha trovato poche occorrenze (cioè poche pagine in cui sono presenti). Ecco quindi che apprezza “gallico” molto più che “guerra”, e “salmerie” più di “grano”. Dopo questa visita Google deduce che - in quanto a pertinenza nella sua ricerca di informazioni per l'indicizzazione - per il termine “gallico” il sito pippo-100.it meriti il posto n.1.
Google segue un centinaio di criteri tra positivi (che ti fanno andar su nelle classifiche) e negativi (che ti abbassano il rango) per effettuare l’indicizzazione. Su questi altri criteri torneremo in seguito. Per ora ci interessa spiegare l’altro grosso criterio che incide sulle classifiche finali: il Pagerank e il numero di link ricevuti.

Il meccanismo di 'ranking' di Google, ovvero
l'ordinamento e l'indicizzazione per importanza dei risultati

Google è comodo ed insostituibile perché fa un doppio lavoro. Non solo trova le pagine che contengono l’informazione cercata, ma ordina le pagine nella sua indicizzazione secondo AUTOREVOLEZZA e MASSIMA PERTINENZA (detta anche RILEVANZA) delle pagine stesse.
Attraverso una selezione della pertinenza, Google - che può restituire come risultato della ricerca anche centinaia di migliaia di pagine - cerca di limitare (per quanto possibile) la fatica di selezionare, all'interno dei risultati, quelli più rilevanti, mostrandoli direttamente per primi.
L'algoritmo è una formula che assegna un punteggio ad ogni pagina (ranking). In base al punteggio ottenuto, ciascuna pagina, ottiene una posizione differente nei risultati delle ricerche effettuate sui motori di ricerca (più alto il punteggio, migliore è la posizione e l'indicizzazione).
Per determinare l'importanza di una pagina, Google usa degli algoritmi, delle formule:
“se nella pagina c’è questa parola = + 5 punti, se c’è quest’altra + 7 punti, se manca questa –14 punti. Punteggio finale per la domanda ad es. DOCENTE DI PHOTOSHOP = 972 punti. Confronto con tutte le altre pagine potenzialmente pertinenti per DOCENTE DI PHOTOSHOP; ne esiste solo una con 982 punti, quest’ultima è prima e l’altra esaminata è seconda”, fino ad una nuova elaborazione dellindicizzazione e del posizionamento tra un mese.
Gli algoritmi di Google utilizzano un insieme piuttosto complesso di fattori: ad esempio, se i termini da noi ricercati sono nel titolo di una pagina, o nelle sue aree attive (in gergo del web marketing: nelle “etichette”), o compaiono molto spesso. Se poi molti altri siti hanno link verso di essa, Google ne fa salire il ranking nell'indicizzazione.
Il posizionamento 'elevato' di una pagina all'interno dei risultati di una certa ricerca, aumenta ovviamente la visibilità del sito di cui la pagina stessa fa parte. Non c'è da stupirsi del fatto che esistano dei consulenti che offrono suggerimenti su come 'far salire' la posizione delle pagine del vostro sito, su come influenzare Google e i motori nella ricerca riguardo indicizzazione e posizionamento all'interno delle liste di risultati.

Come seguire l’indicizzazione e l’iscrizione di un sito su Google
Ci si collega ad un'apposita pagina di registrazione presente in alcuni motori.
Si segnala l'indirizzo web del proprio sito e si compilano eventuali campi aggiuntivi.
Si attende con fiduciosa pazienza l'avvenuto inserimento nel motore di ricerca.
Ti suggerisco di non utilizzare mai software o servizi automatici di registrazione almeno per i motori di ricerca e le directory più importanti
Per registrarti nelle directory cerca prima la categoria o sotto-categoria più appropriata per il tuo sito e poi guarda in fondo alla pagina dove troverai un link chiamato "add url" o "suggest a site" che ti collegherà direttamente alla pagina web di registrazione.
Dopo aver registrato il proprio sito web sui motori di ricerca il tuo sito web non sarà immediatamente inserito nel database, ma occorreranno dei tempi tecnici prima che ciò accada.
I tempi di registrazione sono diversi per ogni motore di ricerca e possono variare da pochi giorni fino a qualche mese. Normalmente i tempi di registrazione delle directory sono più lunghi rispetto a quelli dei motori di ricerca tradizionali.
Ultimamente, alcuni motori di ricerca hanno allungato di molto i tempi di registrazione rispetto a quanto ho segnalato sopra. Ciò è dovuto alla crescita esponenziale del numero di pagine web presenti su internet e quindi al crescente numero di richieste di registrazione pervenute quotidianamente sui motori.
Per essere certo che il tuo sito web sia stato correttamente registrato è meglio fare delle verifiche periodiche di inserimento. Per controllare se la tua registrazione è avvenuta con successo collegati al motore di ricerca e prova ad inserire come chiave di ricerca l'indirizzo del sito web oppure (su Altavista) la parola chiave "host:" seguita dall'indirizzo web del sito (ad esempio "host:www.pippo.com" ).

Iscrizione di un sito. Se Google ti rimuove dalla sua classifica

Ogni volta che Google aggiorna il suo database delle pagine Web (circa una volta al mese), l'indice subisce variazioni dovute all'aggiunta di nuovi siti, alla cancellazione di altri e alla modifica delle posizioni dei siti.
GOOGLE non fornisce spiegazioni sulle motivazioni che hanno portato alla rimozione della pagina o ad una sua bassa classifica, né un elenco completo dei comportamenti che possono essere causa di rimozione. Tuttavia, alcune azioni, quali il cloaking, l'uso di testo riconoscibile dai motori di ricerca ma non dagli utenti, oppure la definizione di pagine/collegamenti al solo scopo di ingannare i motori di ricerca possono comportare la rimozione permanente dal suo indice.

Elementi che riducono le possibilità di indicizzazione e iscrizione di un sito su Google

Esistono degli elementi presenti sul sito che spesso migliorano la godibilità dello stesso in quanto consentono di realizzare una grafica più piacevole oppure rendono più agevole la navigazione al suo interno. Nonostante ciò il modo in cui tali siti sono costruiti viene penalizzato dai motori che attualmente sembrano prediligere i siti realizzati in modo più semplice. Ad esempio, i link inseriti all'interno dei frame non sono rilevati da tutti i motori di ricerca, il testo inserito in elementi grafici non viene letto dalla maggior parte di essi - anche se è possibile in parte farlo rilevare utilizzando gli Alt tag - inoltre, un'intera categoria di siti , i siti dinamici, pone dei seri problemi di rilevazione da parte dei motori. Infatti nel momento in cui il 'ragno' segue il link che conduce ad un sito dinamico ed incontra sulla sua pagina l'URL che include sempre un punto interrogativo(?) - un'indicazione che tale pagina è dinamica - il 'ragno' interpreta tale simbolo come una permutazione di infinite possibilità. Non sapendo più come continuare, smette di sondare il sito e di seguire i percorsi rappresentati al suo interno dai link. Al momento sembra che i motori non abbiano ancora pianificato come modificare le variabili incluse nei loro programmi di rilevazione al fine di rendere più semplice la classificazione dei siti dinamici, tuttavia occorre tenere presente che attualmente i motori prediligono la semplicità rispetto alla complessità, anche qualora la complessità coincida talvolta con una migliore costruzione e grafica del sito stesso.

Google e la legge

Google è stato criticato per via dei cookie a lungo termine che posiziona sul computer degli utenti; in ogni caso la maggior parte dei servizi di Google possono essere usati anche con i cookie disabilitati.
Un numero di organizzazioni hanno usato le leggi sul DMCA per chiedere a Google di rimuovere link a materiale su altri siti sul quale esse rivendicavano diritti di copyright. Google risponde a queste richieste rimuovendo il link e includendone uno alla richiesta nei risultati della ricerca. Ci sono anche state critiche sul fatto che la cache di Google violi il copyright, in ogni caso il caching è una normale parte delle funzioni del web e il protocollo HTTP mette a disposizione meccanismi (che Google rispetta) per disabilitarlo.
Nel 2002 si diffuse la notizia che in Cina l'accesso a Google era stato vietato (il governo ha il controllo della rete e può impedire il collegamento verso alcuni siti). Un sito mirror (in tutti i sensi, compreso il testo da sinistra verso destra; mirror letteralmente significa "specchio") chiamato "elgooG" si rivelò efficace nell'aggirare il divieto. Tempo dopo, il divieto cessò e fu detto che non era stato istituito per impedire le ricerche, ma l'accesso alla cache (che permetteva di aggirare altri divieti imposti dal governo). Esiste anche un mirror dinamico di Google che funziona come proxy server all'indirizzo http://www.zensur.freerk.com/google/. È interessante notare che un servizio di caching viene realizzato anche da Internet Archive, al quale però non fu vietato l'accesso.

Diversamente da Yahoo!, Google non è una directory; tutte le pagine di Google sono indicizzate in maniera automatica da un algoritmo statistico che valuta la pertinenza del sito con le parole chiave indicate, quale parole assegnargli, il numero di accessi e altri parametri come indicatori di qualità del sito.
Tuttavia, Google conserva una copia (cache) di tutte le pagine indicizzate e la cancella dai suoi server solo su esplicita richiesta del titolare del sito/provider Internet.
Il tentativo dichiarato da Google è di costruire un World Wide Web, di premiare i siti di qualità dando maggiore risalto nei primi risultati delle varie ricerche, di servire agli utenti per avere risposte soddisfacenti alle loro ricerche. Molti motori di ricerca svolgono anche una funzione commerciale; varie aziende pagano un ranking fra i primi 10 risultati come una spesa pubblicitaria.

Obiettivi misurabili in posizionamento e indicizzazione

A differenza delle pubblicità tradizionali, il posizionamento su Google e sui motori di ricerca è valutabile quantitativamente. O sei nei primi venti indirizzi, o NON ci sei.
Non è un intervento di pura promozione istituzionale o estetica. Non è un “bel depliant”, di cui non si può verificare a chi veramente piace. L’indicizzazione e l’inserimento su Google e sui motori di ricerca, produce numeri, incrementi statistici, posizioni in classifiche. Deve produrre effetti già 30 giorni dopo la messa on line delle nuove pagine.
Le frasi obiettivo della pressione su Google
Le campagne di pressione su Google e sui motori di ricerca sono univoche e basate su una singola frase in cui si vuole primeggiare. Ogni ulteriore gruppo di parole, richiede un suo intervento specifico.
Ecco dunque degli obiettivi quantificabili!

Il principale è:
Diventare uno dei primi 20 siti offerti da Google in risposta per le frasi/domande concordate.
Le pagine per vincere su Google saranno scritte dal consulente, approvate nei contenuti dalla direzione dell’azienda, e poi messe on line per la pubblicazione su Internet dal vostro webmaster (chi si occupa di gestire il vostro sito) o dai consulenti di web marketing.
L'incremento viene raggiunto entro 90 giorni dalla messa on line su internet delle nuove pagine.

I costi. Il prezzo della consulenza per ottenere un’alta indicizzazione sui motori di ricerca è visionabile su questa pagina dedicata ai consulenza per ottenere un alto posizionamento su Google.

Scriveteci e vi forniremo: risposte, preventivi, utili consigli. Un parere di un esperto nel posizionamento su Google è sempre utile.

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