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La marcia del 17-12-2005 con Paolini, Fo, Costa e Grillo

Questa è una testimonianza diretta vissuta in prima persona.
Sabato 17 c.m si è svolta la grande marcia NO-TAV da  Torino, Stazione Porta Susa, al Parco della Pellerina, dove i sindaci che non volevano la marcia perché in accordo con il governo avevano invece organizzato una grande kermesse con la partecipazione di molti gruppi musicali tra cui ricor per il loro continuo impegno i Lou Dalfin (un grazie sentito a Remo per la sua partecipazione attiva), e gli interventi di  Marco Paolini, Dario Fo, Lella Costa ed infine Grillo che avrebbe dovuto iniziare il suo intervento quando la marcia fosse arrivata al parco.

Ma ciò che i comitati No-Tav avevano più a cuore era la marcia di protesta e che questa si svolgesse senza alcun incidente o infiltrazione. E dalle ore 11.00 circa hanno incominciato a radunarsi le persone, molte provenienti col treno da altre parte di Italia, tra cui si possono annoverare i gruppi del Mugello (anche loro tartassati dal Tav ) e quelli del Vajont, perlomeno quelli che ho visto io, ma ve ne erano veramente tanti. E tanta era la gente che arrivava, ma gente comune, famiglie con i bambini,donne e uomini di tutte le età, insomma una massa di valsusini e non estremamente eterogenea; al punto di ritrovo attivisti dei comitati avevano allestito banchetti che per autofinanziarsi offrivano panini con salumi e formaggi delle nostre valli, vin-brulè, vini vari, bibite, cioccolate e thè caldi e via dicendo, insomma come a una grande fiera. Non vi era un vero e proprio servizio d’ordine, ma un continuo passaparola fatto di telefonate e sms tra inizio, centro e coda (dove mi trovavo io) per segnalare alle forze dell’ordine che tanto ci avevano e continuano a rendere la vita molto strana, elementi sospetti (e non vi dico le facce stupite dei responsabili quando un’attivista segnalava qualcuno) elementi sospetti che qualcuno di noi ha anche riconosciuto come quei famosi “civili” che ti fermano nei pressi dei cantieri e si aggirano sulle auto “civetta” (cosa molto strana ritrovarseli insieme vestiti da autonomi o no-global estremi vero?). Inoltre in coda alla marcia si era venuto a creare un vero e proprio servizio di pulizia che raccattava tutto ciò che il corteo aveva lasciato per strada lasciando così il percorso completamente pulito.

Voglio inoltre ricordare che né alla kermesse né alla marcia hanno partecipato i signori Chiamparino, Saitta e la beneamata signora Mercedes Presso che in campagna elettorale sfoggiava spesso una bella spilla NO-TAV.  Insomma un clima  assai diverso da altri cortei una marcia divertita di molte persone (trentamila per la questura, settantamila per i comitati, io opto per una via di mezzo….) con canti e slogan che percorrevano tutto il “serpentone”. Personalmente sono arrivato alla conclusione quando l’ intervento di Grillo era alle ultime fasi, e vi posso dire che al parco vi erano per la questura oltre 50000 persone quindi fatevi un po’ le dovute proporzioni e vi farete un idea di quanti fossimo…… e con gli unici a volto coperto i bimbi protetti da sciarpe in quanto vi era un invitato non richiesto ma assoluto protagonista della Val Susa e di Torino, il famigerato vento di phoen. Posso solo dire che è stata una gornata particolare ricca di emozioni e partecipazione, e che nonostante abbia bloccato mezza Torino, non abbia generato alcuna protesta da parte di automobilisti e abitanti. Poi alla fine di tutto il rientro con la grande gioia che tutto era andato come volevamo e che nessuno aveva rovinato la cosa. Bisogna anche ringraziare i ragazzi che autonomamente si sono fermati fino a tarda sera per ripulira il parco, tanto che da un sopralluogo effettuato il giorno dopo, non vi era traccia alcuna del nostro passaggio (dovreste vedere invece come viene ridotto dopo altre kermesse, concerti o marce simili), insomma una punta di orgoglio per i comitati.

Il giorno dopo però è arrivata la cattiva notizia del pestaggio (alquanto dubbio visto i pochi segni in faccia, il collare messo al contrario, gli occhiali perfettamente in buono stato) dell’ onorevole Borghezio (onorevole solo di titolo in quanto è uno che sale sul carro che in quel momento ha maggiore attenzione) fatta da parte di un gruppo di facinorosi (c’è chi giura di aver visto questi famosi “civili” di cui ho parlato prima accerchiarlo, ma qui ci addentriamo in un terreno alquanto pericoloso) che ha portato via tutto lo spazio che avrebbero dovuto dedicare alla marcia e vanificato tutti gli sforzi di centinaia e centinaia di persone che come me hanno consumato il cellulare per sentire  l’ inizio e il centro della marcia in continuazione.

Un grazie a tutti coloro che con me hanno vissuto quella giornata e a tutti coloro che non essendo valsusini hanno portato la loro solidarietà.

19.12.05 Andrea Pedaggio

Iniziativa “ non in mio nome”

Delusi dal comportamento voltafaccia della signora presidente della regione Mercedes Bresso eletta con gran parte dei voti valsusini e a cui aveva fatto grandi  promesse si è deciso di intraprendere questa strada, mandando la mail che sotto riporto.

Non in mio nome!

Alla c.a. della presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso    presidente@regione.piemonte.it

Prendo atto con rammarico e sdegno che la vicenda della linea ad alta velocità Torino-Lyon sta assumendo connotazioni militari, indegne di un paese civile come l’Italia.

Vengono attuate azioni di polizia che di fatto impediscono la regolare vita degli abitanti dei luoghi, nonché la libera circolazione delle genti, situazioni che il nostro paese ha conosciuto solo nei periodi più bui della propria storia.

Conscio che nella sua linea programmatica era inserito il progetto TAV/TAC Torino-Lyon come una delle opere da realizzare, ho dato a Lei la mia fiducia nell’auspicio che, come nelle migliori tradizioni delle forze progressiste, sarebbe stato portato avanti tenendo in considerazione le istanze dei cittadini della Valle, e che venisse cercata  una mediazione ed un coinvolgimento degli stessi nella risoluzione dei problemi che inevitabilmente un’opera di questa portata crea.

Scopro invece, mio malgrado, di avere appoggiato tramite Lei una linea politica su questo tema che è tesa a far prevalere le ragioni economico/politiche al di sopra di tutto e di tutti.

Accomuno questa gestione della vicenda alle logiche che hanno portato, per debellare una fantomatica minaccia poi rivelatasi inesistente, il presidente degli Stati Uniti Bush a dichiarare guerra all’Iraq, insensibile a tutte le richieste di sospensione dell’attacco per proseguire nella ricerca di una soluzione diplomatica..

Quello che ne è seguito ha dimostrato al di là di ogni dubbio che quell’intervento è stato autorizzato solo per salvaguardare interessi economici enormi, ed imporre con la prepotenza e l’uso della violenza il progetto alta velocità Torino-Lyon mi fa sorgere seri dubbi.

In sintonia con le richieste dei commissari UE che hanno visitato il 29/11/2005 i siti, chiedo venga fatta chiarezza sul progetto e che si trovi una soluzione condivisa e partecipata dai residenti della Valle per definire quelle che sono le opere necessarie e sostenibili, affinché il bene comune prevalga senza prevaricazioni.

Se verranno disattese queste richieste, La considererò responsabile e non Le permetterò di utilizzare il mio voto per attuare una politica di aggressione e quindi:

Le revocherò il consenso espresso nella consultazione del  3 e 4 aprile 2005

Pertanto qualora venga usato qualunque atto di forza, di intimidazione o persecuzione alla cittadinanza della Valle di Susa, chiedo che la mia scheda venga conteggiata come “nulla”.

Intendo inoltre farLe presente che boicotterò le prossime Olimpiadi Invernali non partecipando come spettatore.

In Fede

Nome e Cognome

Paese di residenza

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La mia famiglia ed io così come quasi tutti gli attivisti NO-TAV la hanno già inviata, spero che molti di voi lo facciano.

Iniziativa “ il senso della vita”

Ricevo e inoltro questa mail:
Il 24 novembre è stata trasmessa la prima puntata della trasmissione di Bonolis su Canale 5, dal titolo "il senso della vita".
Durante la trasmissione è stata presentata una rubrica che si rifà all’iniziativa del settimanale Cuore (settimanale di resistenza
umana) chiuso nel ’93, dove si chiedeva ai lettori di inviare un motivo per il quale vale la pena vivere.
L’iniziativa viene riproposta inviando, dal sito della trasmissione http://www.ilsensodellavita.tv la propria preferenza, e ogni
settimana verrà pubblicata la classifica dei 10 motivi più votati.Oggi siamo in 2° posizione !!!!!(No Tav in Val di Susa).
Basta cercarla e cliccarci su e automaticamente si vota.
Non fatevi tentare da altre cose !!!
Attenzione si può votare 1 volta al giorno, per cui tutti i giorni si può ripetere.
Ce la possiamo fare.
FATELA GIRARE PIU’ POSSIBILE !!!!!

Il mesotelioma, ossia il tipo di tumore legato all´esposizione all´amianto

Nel sito ufficiale della Regione Piemonte sulla Torino-Lione trovate questo interessante comunicato dell’ARPA: http://www.regione.piemonte.it/torinolione/comunicati/arpa.htm
in cui potete leggere "Il mesotelioma, ossia il tipo di tumore legato all´esposizione all´amianto, non registra in valle una incidenza superiore alla media nazionale. Nonostante le molte cave aperte in val Susa, il rischio mesotelioma non è dissimile dal resto del Piemonte. Negli ultimi 10 anni, tra i circa 70mila abitanti della bassa valle si sono registrati 16 decessi negli uomini e due nelle donne (percentuale, quest´ultima, addirittura inferiore in modo significativo al resto del territorio regionale)."

Poi andate sul sito del Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM):http://www.ispesl.it/ispesl/sitorenam/report.htm  e scaricate il Primo Rapporto nazionale.
Dentro trovate statistiche interessanti che dicono tutto il contrario del comunicato di ARPA Piemonte.
In particolare, a pag. 41 trovate la Tabella 1 (Distribuzione dei casi di mesotelioma ...) tratti dai dati rilevati dai Centri Operativi Regionali.
Bene, considerando solo i COR già attivi (Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia) si hanno in totale 991 casi.
In Piemonte: 352.

Domanda: perchè secondo voi ARPA Piemonte dice il contrario? E perchè considera solo il numero di decessi e non il numero di casi di malattia?
Bisogna che la gente muoia perchè il rischio sia preso in considerazione?
A voi la risposata e le conclusioni.

Una altra testimonianza diretta :

I Comitati NO-TAV avevano invitato tutti con una mail a scrivere al giornalista di  Rai 3 Gianfranco Bianco, da sempre strenuo difensore delle montagne e paladino dell’ecologia, una mail di profondo sdegno per il suo atteggiamento pro Tav e contro i comportamenti dei  valsusini.

Ebbene io l’ho fatto e per la prima volta ho avuto una risposta, anche se non come la penso io, ma pur sempre degna di rispetto in quanto almeno lui ha avuto il coraggio di sostenere le sue idee e di confrontarsi.

 Qui di seguito in corsivo il mio diretto e incisivo attacco e a seguire la sua educata risposta che evidenzia ancora di più il pensiero di noi NO-TAV, per cui con il dialogo ci si può confrontare, con gli attacchi mirati ma pacifici, si può ottenere ascolto.

Invio:

Per tutto quello che dice e scrive sulla questione Tav, io le dico solo Vergogna, da parte di chi
la stimava e la seguiva.
Andrea Pedaggio

Risposta:

Mi spiace aver provocato in lei questa delusione e ritengo che la sua accusa sia per quanto mi riguarda immeritata ma questa è ovviamente la mia opinione.
La discussione come vede è aperta e ciascuno vi apporta le proprie conoscenze.
In linea generale sono per il concetto che le opere pubbliche di grande interesse anche se comportano sacrifici,vanno accettate per un benessere più diffuso.
Almeno questo era quello che insegnavano i maestri ai miei tempi. Ma oggi some sappiamo non è più così. L’opinione negativa che ha di me spero non le impedisca di ricevere un cordiale augurio per un sereno Natale.
Gfbianco – rai

A chiunque volesse scrivergli comunico l’indirizzo invitando a mai mandare messaggi anonimi ma completi di nome cognome indirizzo e indirizzo e-mail (occorre avere il coraggio delle proprie azioni, magari con qualche precauzione contro i “civili” della Digos).

Gianfranco Bianco rai 3 : giaculet@virgilio.it

Il sistema italiano è largamente sottoutilizzato. Non ha senso aggiungere su alcune tratte una tale enorme capacità

In un’intervista all’Espresso Marco Ponti, professore al Politecnico di Milano, uno dei maggiori esperti di economia dei trasporti in Europa e consulente della Banca Mondiale ha fatto queste interessanti affermazioni:

"… il sistema italiano è largamente sottoutilizzato. Su una linea normale a doppio binario possono transitare 240 treni al giorno, su una ad AV fino a 350. Non ha senso aggiungere su alcune tratte una tale enorme capacità, poiché non esiste una domanda di trasporto ferroviario di queste dimensioni. Si aggiunga che le linee ad AV sono costosissime".

“…le linee in Italia debbono correre tutte su viadotto o in galleria. E i costi salgono a livelli stratosferici. Inoltre, mentre l’AV francese è un’AV ’leggera’, solo per passeggeri, il modello che abbiamo scelto noi è misto, passeggeri e merci, e assai più dispendioso".

"Non ha (questo modello) alcuna motivazione razionale: la capacità della rete esistente è molto esuberante rispetto alla domanda e le merci che viaggiano in ferrovia non hanno alcun bisogno di andare a 300 all’ora, bastano e avanzano i 180. Le gallerie hanno costi proporzionali al quadrato del loro raggio: farle un po’ più larghe raddoppia la spesa. Se si vuole che i treni corrano veloci occorre che i trafori siano abbondanti, altrimenti si produce un ’effetto ariete’ che li rallenta. Conclusione: o si fa come nel tratto AV tra Bologna e Firenze, che non viene ultimato perché i costi sono saliti in modo demenziale per fare gallerie ampie, oppure se ne fanno di normali, come nel progetto Frejus, ma allora i treni dovranno andare a non più di 120-150 all’ora. Alla faccia dell’AV".

"Esiste già un’AV che non costa nulla allo Stato: i voli low-cost. Imbattibili sopra i 500 km. Per andare da Torino a Parigi difficilmente si prenderà la Torino-Lione. Ma ciò renderà ancor più improbabile quadrare i conti: l’AV ha bisogno di flussi enormi di traffico per essere giustificata. Ne siamo lontani. I treni giornalieri a lunga distanza tra Milano e Torino sono 30 e viaggiano mezzi vuoti; quelli previsti dalle stime ufficiali sul Frejus sono una dozzina".

"Si è partiti promettendo che (il progetto AV) si sarebbe ripagato al 60 per cento. Poi si è scesi al 40 e infine è stato stabilito che bastava il 40 dei costi, esclusi quelli per i ’nodi’ in prossimità delle città, molto dispendiosi. Secondo le mie simulazioni si arriverebbe al 20 per cento; altri stimano il 23. Il sistema è destinato al default: pagherà lo Stato. Molti di questi lavori verranno inaugurati ma poi non ci saranno i soldi per proseguirli e saranno ri-inaugurati a ogni tornata elettorale. La Torino-Lione è un monumento alla dissipazione: costerà almeno 13 miliardi, come 3 o 4 ponti sullo Stretto. Werner Rothengatter, presidente mondiale degli esperti di trasporti, nel suo ’Megaprojects’ ha però calcolato che alla fine i costi di queste grandi opere aumentano in media del 30-40 per cento".

"Per sviluppare l’innovazione si deve puntare sulle tecnologie, non sul cemento. Quanto all’occupazione, oggi le grandi opere hanno un moltiplicatore modesto: non si mobilitano più, come nell’Ottocento, i braccianti. È poi evidente che il nostro è un territorio con un grande valore turistico per il futuro. Quindi ci sono modi più redditizi per spendere. A meno che qualcuno non si riprometta, per se stesso, grandi affari sulle grandi opere".


   
10- 01- 2006 Link e sondaggi sul tema No tav
31- 12- 2005 Il TAR ha respinto la richiesta di annullamento. La notizia gela il NO- TAV, il progetto è legittimo!
19- 12- 2005 La marcia del 17-12-2005 con Paolini, Fo, Costa e Grillo
15- 12- 2005 Cosa accomuna le vicende attuali valsusine col "Vajont"
14- 12- 2005 I Comitati No-Tav, i valsusini e la tregua armata per salvare le Olimpiadi
14- 12- 2005 I nove "luoghi comuni" dei sostenitori della Tav in Valle di Susa
9- 12- 2005 Gli autonomi provocano i carabinieri mentre i valsusini-No Tav rioccupano il presidio di Venaus
6- 12- 2005 Valle di Susa: Amnesty Italia scrive al ministro Pisanu
6- 12- 2005 Non c’era bisogno di picchiare, non c’erano facinorosi, non "ci sono stati "tafferugli", ma una carica con pestaggi e manganellate
6- 12- 2005 Paura dell’amianto che tireranno fuori scavando gallerie
1- 12- 2005 La Val di Susa, il "tuo" territorio, quel giorno non ti era più "amico"
1- 12- 2005 PERICOLO AMIANTO. E’ arrivata l’ora di scappare da Torino?
1- 12- 2005 Due poesie dei no-tav sulla TAV
31- 11- 2005 Val di Susa: incubo Tav. La gente non vuole la Tav
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