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| Indice. Premessa del corso |
Immagini
e concetti
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| Strumenti, palette e file nuovo (per principianti) |
Il problema dell’artista
è il "quadro che ancora non esiste Si ripara un sistema guasto
confrontandolo mentalmente con un modello di sistema funzionante. Facendo
le giuste domande e verifiche e traendo conclusioni adeguate, il riparatore
si farà strada attraverso i vari gradi della gerarchia della sistema
su cui sta operando, fin quando non troverà ciò che non
funziona. Si sta concentrando su immagini mentali, sul concetto di "sistema
funzionante", su gerarchie e non sulla materialità. Sta usando
gli esperimenti per allargare la gerarchia della conoscenza del guasto
e del problema. |
| Unificare due fotografie con Photoshop (per principianti) | |
| Luminosità e ombre | |
| Errori piu’ comuni in Photoshop e le azioni | |
| Scontornare i capelli con Photoshop. Testo con ombreggiature | |
| Fondere due volti con Photoshop Morfing. Viraggio seppia | |
| Principali scorciatoie da tastiera | |
| Esercizio bandiera per principianti in Photoshop |
Il
cervello costruisce modelli che costituiscono una descrizione fedele della
realtà esterna: i concetti
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| Esercizio cielo nuvoloso per principianti in Photoshop |
Il cervello costruisce modelli
che costituiscono una descrizione fedele della realtà esterna,
schemi in cui il soggetto ha fiducia. Il fatto che sia possibile "rimettere
in ordine" una stanza, dimostra l’esistenza di un modello mentale
di "stanza ordinata", da cui far guidare le azioni. |
| Come ho iniziato a fare fotomontaggi non digitali | |
| Le immagini nella preistoria. Gli inizi dell’espressione iconografica. | |
| Approfondimenti in Photoshop: rapporti tra linguaggio verbale e delle immagini | |
| Immagini e concetti. Il concetto e l’espressione iconografica | |
| Pensare per poter raffigurare. Le idee. Il cervello sociale | |
| Il bello. Simmetria, femminilità e mascolinità nelle raffigurazioni |
Come
nasce un concetto o un prototipo
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| Comunicare con immagini. Lavorare file leggeri. Salvare versioni progressive |
L’astrazione della forma che
costituisce il prototipo non è probabilmente prodotta mediante
il confronto di diversi esempi, ma deriva da un qualche singolo esempio,
in condizione opportune di disponibilità immaginativa. Dopo di
che la forma visuale, una volta astratta, è imposta ad altri eventi,
e usata ogni volta che serva. Gradualmente, sotto l’influenza di altre
possibilità interpretative, può fondersi e modificarsi,
o venire repentinamente scartata e sostituita da una Gestalt - da una
forma, da un prototipo più esemplare - più convincente o
più promettente. Le immagini mentali sono mutevoli,
facili da trasformare, sono funzionalmente informali e indefinite, non
restano le stesse per molto, scorrono veloci come i fotogrammi di uno
spot. |
| Photoshop e la composizione iconografica | |
| Creatività ed espressione artistica. Come vengono le idee | |
| Photoshop e il metalinguaggio della percezione. I ritocchi fotografici | |
| Gli emisferi cerebrali destro e sinistro e le immagini | |
| Adobe Photoshop: note tecniche sul software | |
| Adobe Photoshop per lavorare ad un sito web. Dreamweaver e Photoshop | |
| Referenze del docente. Primo su Google come docente di Photoshop | |
| Link e tutorial a Photoshop sul web | |
| Illustrazioni
su argomenti complessi realizzati con Photoshop da Francesco Cascioli Iscrizioni per il corso di Photoshop a Roma |
Pensare
esige immagini, e le immagini contengono pensiero, ma in uno stadio elastico
che il contesto definisce e precisa
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Non si pensa mai usando un
solo concetto; la presenza di più concetti contemporaneamente illumina
la scena mentale: "vacche", "India", "auto",
varie parole usate insieme, cominciano a somigliare ad un pensiero degno
di questo nome. I "CONCETTI" operano come SISTEMI DI ACCETTAZIONE delle INFORMAZIONI. Il soggetto, di fonte ad una situazione insolita, passa in rassegna tutti i nomi che conosce per spiegarla. Tenta di attribuirle un concetto. Il cervello ha degli schemi
mentali, i concetti appunto, destinati ad accogliere ed ad ordinare le
percezioni. I concetti sono unità organizzate di conoscenze su eventi, situazioni o oggetti; operano come SISTEMI DI ACCETTAZIONE DELLE INFORMAZIONI, inoltre funzionano da PIANO per raccogliere le informazioni dall’ambiente, essi registrano nettamente - specificano e delimitano - il campo in cui dobbiamo cercare i dati, e ci dicono quali sono le forme sotto cui è probabile che le informazioni si presentino. Essi riducono la complessità del mondo, e forniscono attese percettive su ciò che probabilmente ci si presenterà. La soluzione di problemi è spesso il risultato di un uso intelligente dei concetti. Molti concetti sono parole e in quanto "PAROLE" sono delle TEORIE RELATIVE AGLI OGGETTI, e possono essere usati per classificare situazioni mai incontrate. Proprio come le ipotesi scientifiche predicono l’esito di esperimenti, così le parole, essendo teorie relative agli oggetti, ci fanno prevedere ciò che è implicito nella parola-definizione della realtà che la mente sta esaminando in quel momento. La maggior parte del
lavoro del linguaggio verbale si compie assegnando etichette (arbitrarie
per definizione) ai vari fatti dell’esperienza. Se lo Zingarelli contiene 80.000 termini, il nostro vocabolario è ben più grande. Ci sono termini geografici: Tevere, Nepal; storici: Garibaldi, Pietro Micca; umani: tutti i cognomi delle persone che conosciamo, tale che il totale delle parole che contiene è amplissimo. Inoltre, l’itinerario di un prossimo viaggio, è anch’esso un concetto a se stante, unico ed elastico, è un modello mentale.
Un altro trucco delle reti neurali è che imparano da esempi, dove l’imparare significa il mutamento dei pesi di connessione. Il costruttore di modelli (o l’evoluzione) non deve regolare a mano le migliaia di pesi necessari per ottenere gli output giusti. Supponiamo che un "maestro" rifornisca un associatore di pattern di un input e anche dell’output giusto. Un meccanismo di apprendimento confronta l’effettivo output della rete, che inizialmente sarà piuttosto casuale, con quello giusto, e adegua i pesi per minimizzare la differenza fra i due. Un associatore di pattern dotato
di questa tecnica di apprendimento è detto perceptron. |
Solo per Roma. Corsi individuali
di Photoshop, a Roma, al domicilio dell’allievo: 35 euro. Al domicilio del docente 30 euro l’ora. Viene garantita la conoscenza completa del programma in 10 ore: cinque lezioni da due ore, intervallate da un paio di giorni in cui l’allievo si può esercitare da solo. |
| Come integrare
i corsi di Photoshop. Siti con tutorial e risorse
(sono prevalentemente in inglese) http://www.psd.it http://www.tutorials.it http://www.graphiland.it http://www.pastrugni.com/main.php http://www.graphiczoneonline.it/index.php |