| L’agenzia
di grafica pubblicitaria |
PRIMO
PASSO: Costruzione del Piano Generale.
OBIETTIVI - Descrivete i vostri obiettivi.
Supponiamo che siate un’azienda di Roma. Gli obiettivi possono
essere tanti (vendita focalizzata a Roma o in tutta Italia, aumento della
qualità dei servizi di post vendita; incremento fatturato, benchmark
qualitativo del prodotto/servizio, diffusione in nuovi mercati; ecc.); ognuno
di essi è un obiettivo integrato con gli altri ma non strettamente
dipendente.
TARGET INDIVIDUATO - Qualcuno - a Roma o fuori - utilizzerà il vostro prodotto.
Molti di voi saranno portati a scrivere "tutti!". Ma
non è così. Forse non si sta coprendo interamente il mercato, puntando sia
a Roma che a Bolzano che a Siracusa. In uno studio di
grafica pubblicitaria va analizzato il target, che dipende molto dagli obiettivi:
se volete allargare il mercato dovrete giocare sulla quantità. Ma
se è la qualità del servizio che vi preme maggiormente, lo Studio di grafica
pubblicitaria dovrà lavorare solo su un campione di potenziali clienti.
Lo studio di grafica cercherà di analizzarlo formalizzandone le caratteristiche chiave
(fasce di età, settore economico di appartenenza, aree geografiche, il suo
comportamento d’acquisto).
PRODOTTI - Determinare il prodotto/servizio.
Per vendere, bisogna avere bene in mente ciò che si vende. Non serve la
descrizione fisica, ma le cosiddette LEVE DI APPETISING, ossia i benefici
che possono invogliare l’acquisto. Provate a rispondere a questa domanda:
perchè il cliente di Roma andrà a scegliere il mio prodotto
e non quello di un concorrente?
Lo studio di grafica pubblicitaria esamina
i VAS (value added services), cioè
quei servizi che possono fare la differenza (garanzia, assistenza tecnica,
servizi post vendita, e-procurement, payments
agevolati, localizzazione a Roma o in tutta Italia, ecc).
MERCATO - Analisi della concorrenza: è
uno dei principali report del project. Occorre effettuare
uno studio della grafica pubblicitaria
dei concorrenti per combatterli: punti di forza ma soprattutto punti di
debolezza. Poi indicare le potenzialità del mercato cioè le
nuove nicchie da aggredire e le difficoltà di sviluppo.
Lo studio della concorrenza e lo studio
delle potenzialità del mercato servono a due obiettivi:
l’espansione (cioè l’effettivo allargamento degli interessi
economici aziendali) e l’integrazione (ossia la verticalizzazione dei processi
di produzione).
STRATEGIA OPERATIVA - Strategia da utilizzare partendo da un’idea
di fondo: ci vuole un’idea innovativa per affermarsi nel mercato.
Lo studio di grafica pubblicitaria deve provare
a pensare a cosa si potrebbe fare per la promozione, sia per la vendita
focalizzata a Roma o in tutta Italia. |
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La
grafica pubblicitaria delinea i piani di strategia a lungo termine: successivamente, verificata
la bontà dell’idea di fondo, costruisce i budget (ad es. costi di consulenza,
costi di realizzazione del sito internet, costi della pubblicità, costi
tecnici, risorse umane, formazione internet oriented, hardware,
ecc.).
Un’attività che lo studio di grafica
pubblicitaria pianifica a tavolino, avrà
sicuramente più possibilità di andare avanti.
Inoltre con il business-plan si può fare anche
una critica serena all’idea imprenditoriale supportati da una serie di
dati e di studi.
Lo studio di grafica pubblicitaria
ha bisogno di un brief per elaborare la
Strategia di comunicazione
Categorie di obiettivi
pubblicitari
Far conoscere, puntando sull’informazione
pubblicitaria Roma
Far agire, spingendo a telefonare per un colloquio
Posizionamento: se il prodotto è brillante, come può
lo studio di grafica pubblicitaria presentarlo in maniera efficace?
Principi di valutazione delle strategie di comunicazione
Formulazione e coerenza con i punti analizzati
Continuità
Differenziazione dai concorrenti
Chiarezza
Realismo: target ben delimitati e ben conosciuti esposti alla comunicazione
al di sopra della soglia di efficacia
Obiettivo chiaro e preciso
Numero limitato di media
Coerenza: superare l’inadeguatezza tra obiettivi e mezzi.
Varie riflessioni interessanti per uno studio di grafica pubblicitaria
Il consumatore - di Roma o di fuori Roma - non seleziona l’informazione
che gli permetterebbe di fare scelte razionali e ottimali. Preferisce
l’informazione che conforta le sue scelte, le sue opinioni
o le sue attitudini precedenti. Cerca più spesso di darsi ragione che
di essere ragionevole.
Dissonanza cognitiva
L’informazione dissonante deve essere forte, cioè abbastanza
coinvolgente e discordante allo stesso tempo. Si suppone che non possa
rimanere a lungo a un livello elevato perché un tale stato
di tensione sarebbe insopportabile. Se la dissonanza è forte,
il consumatore agisce per ridurla. Se si attira la sua curiosità,
non potrà fare a meno di telefonare e fissare un appuntamento.
Il consumatore come reagisce?
Evita l’informazione che può turbarlo. Interpreta la comunicazione per
renderla meno fastidiosa, in particolare “razionalizzandola falsamente”,
cioè adducendo spiegazioni logiche che giustificano il suo
comportamento.
Mettere in discussione la credibilità della fonte d’informazione
dissonante
Conseguenze della dissonanza. Un messaggio dissonante emesso dalla grafica
pubblicitaria non sarà visto, sarà evitato e non creduto.
Teorie sul comportamento dei consumatori rispetto ai vari messaggi
Pubblicità persuasiva e informativa
Meccanicista: il consumatore passivo reagisce al condizionamento,
con risposte automatiche alle stimolazioni.
Suggestiva: forze inconscie –
ego, affetto, motivazione – guidano il suo comportamento
Si cerca di agire a livello dei sentimenti e delle pulsioni.
Proiettiva: il consumatore è conformista, vede nell’acquisto del
prodotto la possibilità di aggregarsi mentalmente a un gruppo
sociale rilevante e affascinante.
Consumatore razionale: la nozione di bisogno. Un bisogno, quanto
meno è soddisfatto e le persone interessate ne sentono la mancanza,
tanto più ha la possibilità di essere attivo. Individuare i bisogni insoddisfatti
per conoscere le ragioni degli acquisti.
Persuasiva e informativa: “Voi (target) avete un bisogno
/ io vi propongo questo (prodotto) / che corrisponde perfettamente al
vostro bisogno (la promessa) / perché ha queste caratteristiche (prove
a supporto della promessa)” Tutto questo ragionamento non configura solo
lettere e comunicazioni oggettive, razionali, di fredda efficienza, e
non esclude la creatività, il saper “porgere” il messaggio.
Il codice razionale per uno
studio di grafica pubblicitaria
Invece di inserire aspetti
di sogno in messaggi di tipo informativo, lo Studio di grafica
pubblicitaria deve dare un’apparenza razionale a comunicazioni che fondamentalmente
non lo sono. Questo perché il consumatore spesso cerca giustificazioni,
l’illusione della razionalità per decisioni che sono, coscientemente o
no, largamente irrazionali.
Copystrategy
Rigore e immaginazione. Parole forti, originali, credibili.
La promessa di base: cioè la definizione di ciò che
può motivare il consumatore
La caratteristica del prodotto che supporta la promessa
Il tono, la personalità, l’atmosfera generale che la pubblicità deve comunicare
La copy-strategy dev’essere specifica e concreta,
fondata su un beneficio percepibile dal consumatore
Semplice e centrata su una sola promessa di base
Chiara e senza confusioni
Coerente
Positiva, concentrandosi sui punti di forza, senza sforzarsi
di scusarne le debolezze
I criteri di valutazione:
è immaginativa, perché non emergeva in modo palese dal brief
è strategica, cioè in linea col marketing e adatta ai consumatori
comprensibile sul piano razionale e evocativa
è originale rispetto ai concorrenti
Il piano di lavoro creativo
il fatto principale, che è la sintesi della diagnosi di marketing
il problema da risolvere con la progettazione della grafica
pubblicitaria
l’esposizione chiara e concisa dell’effetto che la pubblicità
deve avere sul consumatore.
Lo Studio di grafica pubblicitaria
deve studiare il linguaggio dei concorrenti
a - il target deve essere definito in termini psicologici,
sociologici e di stili di vita
b - il beneficio per il consumatore ( e non la promessa)
esprimerlo in termini da consumatore piuttosto che in termini di qualità
del prodotto
scegliere questo beneficio pensando alla concorrenza: scegliere
il più competitivo
avere un solo beneficio: unico ed esclusivo
scegliere il beneficio più motivante, rilevante e persuasivo
c - ragioni a supporto: avere un supporto che deriva da una
qualità reale del prodotto (una sola, non tante)
I comandamenti di Ogilvy
per la grafica pubblicitaria
Ciò che dite è più importante
di come lo dite;
la vostra campagna fallirà se non è costruita intorno ad
una grande idea;
date i fatti;
non si convince la gente a comprare per noia.
Bernbach consiglia:
“Conoscete a fondo il vostro prodotto, poi troverete un legame tra ciò
che avete appreso sul vostro prodotto e i bisogni dei consumatori
“I consumatori non possono credere se non sanno ciò che dite. Non possono
sapere ciò che dite, se non vi ascoltano: non vi ascolteranno se non le
interessate.” (Interessare – farsi ascoltare
– dire – farsi credere)
Come Studio di grafica pubblicitaria potete essere provocatori, ma siate
sicuri che la provocazione derivi dal vostro prodotto (sia
organica al vostro prodotto)
“In ogni campagna c’è un’idea… direte meglio le cose se avete qualcosa
da dire… date dei fatti e illustrateli… date dei fatti e
illustrateli… è una follia non prendere (correre) dei rischi… Create (mostrate)
della personalità…
Trasgredire i codici vuol dire privilegiare l’attenzione
e il coinvolgimento, essere convinti che un prodotto non può esistere
in un universo pubblicitario affollatissimo se non lo si aiuta a superare
l’indifferenza dotandolo di una forte personalità e scegliendo una comunicazione
originale.
Un principio che si può seguire
nello studio della grafica pubblicitaria: il principio di contrasto
Una donna che conosca
il judò userà in dosi minime la forza fisica
per difendersi dall’aggressore, ma sfrutterà invece la potenza intrinseca
in una serie di principi naturalmente presenti: gravità, inerzia, leve
e quantità di moto. Se sa come e dove impegnare l’azione di questi
principi, può facilmente battere un avversario fisicamente più forte.
È lo stesso vale per lo studio di grafica pubblicitaria che sfrutta le
armi della pubblicità e della persuasione che esistono naturalmente intorno
a noi. Può reclutate la potenza di queste armi contro i bersagli,
senza impegnare personalmente un grande sforzo.
Un esempio può chiarire meglio la cosa. C’è un principio nella percezione
umana, il principio di contrasto, che influisce sulla differenza
che avvertiamo fra due cose presentate in successione. Semplificando si
può dire che, se il secondo stimolo differisce abbastanza
dal primo, noi tendiamo a vederlo più diverso ancora di quanto non sia
in realtà. Così, se solleviamo prima un oggetto leggero e poi uno
pesante, questo ci sembrerà più pesante di quanto ci sembrerebbe se l’avessimo
sollevato per primo. Il principio di contrasto è saldamente accertato
nel campo della psicofisica e vale per tutti i tipi di percezione, non
solo per il peso. Se stiamo parlando con una bella donna a
una festa e poi si aggiunge un’altra che bella non è, ecco che ci sembrerà
più brutta di quello che è veramente.
In effetti, certe ricerche sul principio di contrasto nella pubblicità
fanno pensare che le attrattive fisiche delle nostre compagne (e viceversa)
rischiano di soddisfarci di meno a causa del bombardamento di modelli
di una bellezza inverosimile cui siamo sottoposti dai media.
In uno di questi esperimenti, studenti e studentesse d’università
dovevano valutare su una fotografia l’aspetto fisico (in realtà assolutamente
medio) di un rappresentante del sesso opposto: i giudizi risultavano
più sfavorevoli se prima i soggetti avevano sfogliato le pagine pubblicitarie
di un rotocalco.
[Tratto da Cialdini Robert, “Le armi della persuasione”,
Giunti, pag. 19]
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