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Su "D - Donna di Repubblica",
20 settembre 2003, è stato pubblicato un articolo di E. Chiaia.
Ecco l’inizio del pezzo in questione:
I
dottori dell’eros
ldentikit dei sessuologi in
uno studio europeo: gli studi fatti, le terapie preferite, i consigli
forniti. E le richieste d’aiuto che si sentono rivolgere.
Sessuologo: una figura misconosciuta.
Chi sono, come lavorano, quale formazione hanno alle spalle questi professionisti
in Italia ed in Europa?
Questi gli interrogativi che hanno spinto Alain Giarni, socio-sessuologo
francese deIl’Inserm (Institut National de la Santé et de la Recherche
Médicale) a promuovere una ricerca su larga scala, di cui D offre
una selezione. Lo studio ha coinvolto le associazioni di sessuologia di
sette Paesi: oltre alla stessa Francia, Italia, Inghilterra, Svezia, Danimarca,
Norvegia e Finlandia.
"Tramite le associazioni
è stato distribuito ai sessuologi un questionario molto completo
(90 domande). Le risposte raccolte sono state 2253: non è un numero
enorme, ma è sufficiente per una prima fotografia della situazione
in Europa," spiega Chiara Simonelli, vicepresidente della Federazione
italiana sessuologia scientifica. "L’obiettivo? Capire la situazione
attuale ed elaborare criteri che serviranno un domani, per una scuola
europea, e per dare vita a un sistema di riconoscimento professionale
unificato."
Non sarà difficile: i risultati della ricerca parlano di situazioni
abbastanza simili nei diversi Paesi. Le differenze più notevoli,
infatti, si limitano a una presenza di eterogenee figure professionali
(infermiere, assistenti sociali, consulenti matrimoniali) nelle scuole
scandinave, e a una maggiore incidenza di uomini rispetto alle donne (e
di medici rispetto agli psicologi) in Francia (dati in controtendenza
rispetto a tutti gli altri).
Vediamo allora, in dettaglio, il quadro italiano.
"Sono stati 201 i questionari pervenuti, che non sono certo la totalità
(nel nostro Paese si stima vi siano circa 800 sessuologi). Il campione
può però aiutarci a tracciare i contorni di una professione
in fondo giovane", sottolinea Adele Fabrizi
dell’lstituto di sessuologia clinica di Roma, che ha seguito personalmente
l’elaborazione dei questionari
Questa è la parte iniziale
dell’articolo che parla di varie cose, ma la tabella più interessante
è quella che segue.
COSA DEVO FARE?Suggerimenti dati ai pazienti in Italia
Libri erotici 39,4
Libri di educazione sessuale 27,4
Un nuovo partner 10,4
Pornografia (libri, video) 30,3
Creme lubrificanti 30,8
Vibratore 17,9
Altro 9,5
Ora, se questi sono i consigli
dei sessuologi, a chi paragonarli?
Forse all’edicolante che mi suggerisce gli ultimi numeri di "Playboy"
o di "Le ore"
(ma esce ancora)?
Meglio la parcella di un sessuologo o il consiglio gratuito di quello
della videoteca? In fondo costui, scendendo nel dettaglio della cura,
spesso ardisce invitarmi a visionare "Culetti bollenti" o "Con
che pianta i paletti Jo Bendotato?" hot movie sulle permormance erotico/camping
di uno con la mazza notevolmente poderosa.
Il paziente medio di un sessuologo sembra aver bisogno sostanzialmente
di grosse doti di porno, vaselina e vibratore, e, nella peggiore delle
ipotesi, di un altro partner.
In uno dei primi messaggi postati in questo gruppo, abbiamo parlato delle
nuove malattie. In particolare di quelle citate nel modulo per poter donare
il sangue.
Era un esempio di microstoria contemporanea.
Ora siamo passati dalla "storia delle malattie" alla "storia
delle cure", in particolare quelle somministrate dai sessuologi.
Si è aperto uno spiraglio - sebbene un po’ da guardoni - sulla
salute sessuale e psichica dei nostri contemporanei. Se avete altri suggerimenti,
sono pronto a girarli.
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