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Con il brano seguente inizia
un terzetto di articoli tutti con un filo comune: l’influenza delle segreterie
dei leader. Oggi il “boss” di uno stato importante riesce a esercitare
la sua autorità grazie ad uno staff di persone che esegue e insieme indirizza
le decisioni del boss.
Iniziamo con Hitler. Il dato
curioso è che tutto quello che il leader tedesco accettava di leggere,
doveva essere ribattuto con una speciale “macchina da scrivere” che produceva
caratteri grossi il doppio del normale. Il sanguinario furer non voleva
farsi vedere con gli occhiali, come poteva la Guida della nazione ammettere
che ci vedeva male?
Ecco però che un qualsiasi documento
– per sperare di essere letto dal boss della Germania – doveva essere
prima esaminato dalla sua segreteria, guidata da Borman, e lì si decideva
se era il caso che Hitler leggesse un tale documento.
Una situazione insolita, una
censura alle spalle del grande censore e assassino.
Ecco il brano tratto dal processo
Eichmann:
Macchine
da scrivere, grafici e ricerca di eufemismi
Less I comandanti dei
campi di sterminio non facevano delle relazioni sulla loro attività, con
indicazioni di numeri e non le spedivano, fra l’altro, anche al suo settore?
Eichmann No. A me non
arrivavano mai relazioni. Certo, dovevano fare delle relazioni, ma per
l’ufficio centrale degli affari economici ed amministrativi.
Un giorno venne a trovarmi uno
che si occupava di statistiche: professionaImente voglio dire. Il mio
superiore Muller mi comunicò che si trattava di fare una relazione per
Hitler e cioè per il Fùhrer, come si diceva allora, per ordine di Himmler
e usando la macchina del Fùhrer.
Fu un’espressione che mi risultò
del tutto nuova.
Si trattava d’una macchina da
scrivere dai caratteri molto grandi. Una volta che lo specialista in statistiche
avesse compilato il suo rapporto, dovevo mandarla a prendere presso la
centrale della Gestapo, nella Prinz Albrecht-Strasse, perché esisteva
una sola macchina per scrivere di quel tipo presso la polizia di sicurezza.
In breve, quell’uomo, quell’esperto
di statistiche, venne nel mio ufficio. Aveva avuto incarico da Himmler
di compilare una statistica esatta sullo stato della soluzione del problema
ebraico in Europa; gli si dovevano mettere a disposizione tutti gli affari
segreti del Reich, ogni cosa doveva essere esibita a quell’uomo.
E si trattava d’una persona
assai bene informata, ebbi subito quest’impressione. Quell’uomo si è rivolto
a tutti i dirigenti della polizia di sicurezza.
Less E a quali risultati
pervenne?
Eichmann Elencò tutte
quelle cose, quelle operazioni di sterminio nei territori orientali. E
pervenne - comprendendo però anche le cifre dell’emigrazione e di morte
naturale, come le definiva - a una cifra di quattro milioni e mezzo o
cinque milioni. Questi almeno sono i numeri che ricordo. In tal modo -
diceva la sua relazione - il problema ebraico poteva considerarsi in Europa
sostanzialmente risolto.
Less Quale materiale
fece vedere a quell’esperto in statistica?
Eichmann Tutto quello
che era registrato sotto «affari segreti del Reich» perché così mi era
stato ordinato. Tutti i trasporti effettuati e che ci erano stati fin
lì segnalati.
Less Quel materiale
conteneva anche cifre relative all’annientamento degli ebrei?
Eichmann No. Niente annientamento.
Non avevo cifre in relazione a quella fase.
Less Solo i dati sulle
evacuazioni e sui trasporti? Però le davano comunicazione quando un convoglio
arrivava a destinazione.
Eichmann Sì, quelle comunicazioni
ci pervenivano. Erano le sole cifre di cui fossi informato e Gunther,
sulla base di quelle cifre, aveva predisposto nella sua stanza, sulla
parete, un grafico... Il dottor Lòwenherz lo avrà certo visto dozzine
di volte; chiunque entrasse nella stanza lo poteva vedere...
Era una raffigurazione grafica,
fatta con un nastro, ecco, così, di queste dimensioni. Mi dispiace, ma
la cifra in sé oggi non la ricordo più.
Less Aveva già fatto
prima un rapporto sul numero degli ebrei deportati?
Eichmaflfl Prima che
venisse l’esperto in statistica? Signor capitano, non lo so. Se me lo
avevano ordinato, l’ho certamente fatto, ma non riesco a ricordarmele.
Con tutte quelle cose che avevamo da scrivere - perché il nostro lavoro
consisteva essenzialmente nello scrivere - è davvero difficile oggi fare
riferimento, un riferimento impegnativo, a qualche fatto specifico, alle
cose che si scrivevano.
[un uomo tutto scrittura, un
contabile, con una battuta macabra “l’uomo che leggeva la bolletta del
gas”]
Less La visita di quell’esperto
avvenne perché Himmler riteneva il numero degli ebrei uccisi troppo basso?
Eichmann No. Quella relazione
statistica fu fatta per mettere Himmler in grado di informare Hitler.
Perché poi la relazione lui fu restituita con questa annotazione di Himmler:
«Primo: il Fùhrer ha preso atto. Secondo: distruggere l’incartamento».
Cronista Il dottor Richard
Korherr non era un membro delle SS, bensì un esperto di statistica
di buona fama scientifica. Himmler, da quella spia pedante che era, si
servì di quell’uomo poiché era convinto di poter, mediante la statistica,
scoprire le millanterie e le irregolarità commesse dai suoi immediati
sottoposti. Con il bilancio delle cifre relative allo sterminio degli
ebrei sperava invece di far colpo su Hitler.
Però, con suo grande dispiacere, non ebbe occasione di
esibire la relazione personalmente al Fuhrer. Dovette consegnarla a Martin
Bormann.
Questi gliela restituì inizialmente con un rabbuffo osservando
che non poteva essere sottoposta a Hitler in quella forma. Così per esempio
le parole o espressioni come «liquidazione» e «trattamento speciale» dovevano
essere sostituite con altre. Anche quando quelle correzioni furono apportate,
Bormann esitò a lungo prima di far vedere la relazione a Hitler. Lui lo
sapeva: bisognava bensì sterminare gli ebrei, ma la massima autorità dello
Stato preferiva ufficialmente non saperlo.
Von Lang J., “Il verbale del
processo Eichmann”, Sperling, pag. 123
POSTA DELLA MAILING LIST
Un nuovo lettore, Biancolupo,
commenta un brano inviato tempo fa circa il “Corrodere invisibilmente
il potere d’acquisto della moneta” e segnala: “…che io sappia la zigrinatura
sul bordo delle monete fu introdotta da Isaac Newton che ricoprì a lungo
l’incarico di Direttore della zecca reale.”
Grazie a Biancolupo per la segnalazione.
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