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Oggi lanciamo
un tema che, prevedo, susciterà dibattiti roventi.
Ha scritto una lettrice chiedendomi perché io mi fidassi dell’omeopatia.
Devo ammettere che io personalmente non mi sono mai curato con l’omeopatia,
ma, - per sentito dire - mi sembrava una "scienza medica" con
le carte in regola, certo più che cristallo-terapia e affini. Ne
so quindi pochissimo.
La lettrice mi ha poi inviato il brano che segue, dove esprime più
ampiamente le sue opinioni.
Contiene varie affermazioni che non si può non condividere, soprattutto
quando scrive: "
Non riesco ad accettare che le prove della
non scientificità dell’omeopatia
debbano essere fornite da che non le riconosce come valide. Dovrebbero
essere gli omeopati a fornire le prove dell’efficacia dei medicamenti
usati
"
Lascio ad altri lettori che vorranno esprimersi, di rispondere alla lettera.
Io mi permetto solo un’osservazione, che mi è venuta riflettendo
sul caso.
In fondo la grande irrazionalità dell’omeopatia emerge quando raccomanda,
anzi prescrive, diluizioni estreme. Se si fosse limitata a curare con
la belladonna, sarebbe stata assimilabile alla "medicina ufficiale"
che raccomanda sostanze come il chinino o gli antibiotici - di certo uno
strano tipo di muffa - materie introdotte nell’organismo proprio perché
- nella giusta ma comunque abbondante quantità - "fanno"
qualcosa.
Prescrivere acqua distillata - quale è, da un punto di vista scientifico,
il medicamento omeopatico - è un’affermazione che merita analisi,
riflessioni e magari dibattiti.
Ecco il brano.
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Queste sono le notizie storiche
sulla nascita dell’omeopatia. L’omeopatia deve la sua nascita al medico
tedesco Samuel Hahnemann (1755 - 1843), il quale, traducendo un’opera
del medico e chimico scozzese William Cullen è colpito da ciò
che legge sulle proprietà della corteccia di China, importata dal
Perù il secolo precedente e presentata - giustamente - come arma
eccellente contro le febbri malariche.
Hahnemann nota che la china provoca nella persona sana un attacco di febbre
come quello che combatte nella persona malata. Da questo fatto nasce la
sua grande intuizione: con un assunto tutto da dimostrare, egli afferma
che la corteccia di china "usata contro la febbre intermittente agisce
perché può produrre nella persona sana sintomi simili a
quelli della febbre intermittente".
Per puntualizzare:
"tra le medicine ... quella che nei suoi sintomi conosciuti sarà
più simile alla totalità dei sintomi di una data malattia
naturale sarà per essa il rimedio omeopatico più adatto
e più giusto. In essa si sarà ritrovato lo specifico di
quella data malattia"
Per semplificare: il simile cura il simile.
Formulato il suo primo principio, Hahnemann afferma che la guarigione
arriva dopo un peggioramento iniziale; ma la cura è attiva anche
a dosi sempre più basse, e la dose utile è quella che provoca
un peggioramento iniziale appena percepibile. Ecco dunque la necessità
di operare delle diluizioni sulle "tinture madri" iniziali.
Il suo tipico procedimento consisteva nel prendere una parte della "tintura"
iniziale, di solito un estratto idroalcoolico, portarla a 100 parti con
acqua, agitare due volte, ottenendo la "prima diluizione centesimale"
( 1CH ). Di questa si prende ancora una parte, la si diluisce a 100 (agitando)
ottenendo la seconda centesimale ( 2CH ), e così via fino alla
decima, ventesima, trentesima centesimale ( 30CH ), diluizione ancora
oggi usatissima. Il numero di volte che si doveva agitare il boccettino
(verticalmente!) fu poi standardizzato a 100 "succussioni"
LA PREPARAZIONE DEI RIMEDI OMEOPATICI
Nel 1810, quando Hahnemann scrive l’Organon della Scienza Medica razionale,
nessuno aveva idee chiare sui concetti di atomo e molecola; il principio
di Avogadro, formulato in sordina per la prima volta nel 1811, fu accettato
universalmente solo nel 1860 (Karlsruhe, primo congresso chimico internazionale).
Ora si sa che una grammomolecola di qualunque sostanza contiene un numero
di
Avogadro N di molecole, pari a 6.022.1023 .
È facile fare qualche calcolo; consideriamo per semplicità
una sostanza con peso molecolare pari a 100 (per es. CaCO3). Un grammo
di essa in 100 mL di soluzione,
quindi alla 1CH ) contiene 6.022 . 1021 molecole. Una diluizione 2CH conterrà
10-2 grammi e 6.022 . 1019 molecole. Una diluizione 11CH conterrà
10-20 grammi e 6.022 . 10 molecole.
Una diluizione 12CH (attenzione!) conterrà 10-22 grammi e 0.6022
molecole. Nei 100 mL non resta nemmeno una molecola. Se ora si continua
(fino alla 30C e oltre) si diluirà dell’acqua con altra acqua.
Se l’omeopatia dovesse funzionare, sarebbe grazie a qualche altro principio
ancora sconosciuto alla scienza.
Tornando alle "succussioni" delle boccettine tra una diluizione
e l’altra, forse Hahnemann la effettuava semplicemente per essere certo
di avere ben disciolto e mescolato le sue sostanze. Ora che si sa che
non vi è nulla da diluire, risulta difficile capire come mai questo
passaggio venga mantenuto. Le succussioni vengono anche denominate dagli
omeopati "dinamizzazioni", ed "energizzazioni" e si
afferma che esse siano essenziali all’instaurarsi dell’efficacia della
sostanza diluita. In passato furono fatti degli esperimenti che sembravano
far risalire l’efficacia delle sostanze omeopatiche a una cosiddetta "memoria
dell’acqua".
Ma questi esperimenti, sottoposti a verifica, non risultarono validi.
I medici omeopatici sostengono ora che non sia possibile effettuare sperimentazioni
con le stesse modalità con cui vengono sperimentati i medicinali
allopatici data la diversa natura dei due gruppi di sostanze.
Sostengono altresì di curare l’uomo nella sua totalità,
in un certo senso di curare
anche l’anima.
Accusano poi le industrie farmaceutiche di boicottaggio per interessi
economici,
dimenticando che anche le medicine omeopatiche hanno un costo considerevole,
non giustificato da ricerche e quantità di sostanze impiegate.
CONSIDERAZIONI PERSONALI
Premetto che non sono un medico.
Credo di essere una persona ragionevole, quindi non riesco a trovare una
ragione valida per credere in questo tipo di medicina.
Non riesco ad accettare che le prove della non scientificità dell’omeopatia
debbano essere fornite da che non le riconosce come valide.
Dovrebbero essere gli omeopati a fornire le prove dell’efficacia dei medicamenti
usati.
Per quanto mi riguarda, se sto davvero male mi curo con i medicinali adatti
indicatemi dal medico, se ho qualche malessere lascio che passi da solo,
cercando anche di capire le ragioni del mio malessere (spesso dovuto a
un comportamento sbagliato) senza andare a spendere quattrini inutilmente.
L’insistenza su fatto che 9 milioni di persone in Italia e tante all’estero
si curino così non mi pare una ragione sufficiente a rendere valida
nessuna cosa, tanto meno l’omeopatia.
Una cosa o vale o non vale, checché ne dica l’opinione pubblica.
Le farmacie danno spesso agli utenti medicinali omeopatici *senza* avvertire
le persone che chiedono medicinali da banco, falsando così i dati
del consumo.
È capitato a me poco tempo fa.
Chiedendo un collirio mi si consigliava un prodotto, poi risultato omeopatico,
che ho rifiutato solo perchè so di cosa si tratta.
Molti prodotti chiamati omeopatici non lo sono affatto, perchè
le dosi delle sostanze presenti sono più alte, tanto che si sente
parlare di atleti che usando pomate omeopatiche sono risultati positivi
all’antidoping.
Il pubblico confonde la fitoterapia con l’omeopatia.
Alcune sostanze hanno un’origine sgradevole ma la gente comune non viene
informata.
Naturale non significa innocuo. Anche i veleni sono spesso naturali.
E’ quasi tutto.
Se avete tempo e conoscenze in proposito, c’è la email di un lettore
incuriosito da un aspetto della storia contemporanea.
"Stamattina giravo su raitre e mi sono imbattutto su RaiEducational.
Parlava della Brigata Ebraica che dopo la fine della II Guerra Mondiale
ha cercato di vendicarsi nei confronti dei gerarchi nazisti e degli ufficiali
delle SS ancora in giro. Ho cercato su internet ma ho trovato solo questa
descrizione del libro "La Brigata" pubblicato dal Saggiatore:
"È la fine del 1944 e il conflitto mondiale è ormai
a una svolta decisiva. Il governo britannico, mandatario in Palestina,
dopo molte esitazioni autorizza la formazione di una brigata di cinquemila
ebrei volontari da inviare in Europa a combattere l’esercito tedesco.
Molti tra loro sono veterani dell’Haganah, l’organizzazione segreta che
ha lottato contro inglesi e arabi negli anni trenta. Sono agguerriti,
addestrati, hanno la stella di David cucita sulla manica dell’uniforme
a dimostrazione che gli ebrei non sono soltanto vittime predestinate,
ma che sanno rispondere colpo su colpo, e vincere. La loro vera battaglia
però comincia dopo la resa della Germania, quando ai loro occhi
e a quelli del mondo intero si rivelano le proporzioni spaventose della
Shoah, l’"Annientamento". E così alcuni di questi soldati
si organizzano in squadre di giustizieri che, sotto il naso degli eserciti
alleati, scovano e uccidono ufficiali nazisti entrati in clandestinità.
La ferocia contro cui hanno lottato si impadronisce di loro e rischia
di sopraffarli. Poi la furia vendicatrice si placa e subentra la consapevolezza
che un’altra missione, più importante, li attende: radunare i tanti
piccoli orfani scampati allo sterminio e mandarli in salvo in Palestina.
"
Un altro libro sull’argomento è "Occhio per occhio" di
Sack edito da Baldini&Castoldi.
Inoltre nella trasmissione raccontavano anche di un piano per una vendetta
indiscriminata contro i tedeschi avvelenando l’acquedotto di Norimberga.
Ma ho visto solo la parte finale della trasmissione, quindi non posso
essere più preciso.
Se avete notizie in proposito
giratele a noi; le faremo circolare, nel caso inviandole al lettore interessato.
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