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La storia di Roma negli anni della fine della RepubblicaLa città che per sei secoli era stata governata dal Senato, dal 110 a.C. passa nelle mani di uomini ambiziosi. Inizia Caio Mario che per una quasi dieci anni esercita un potere assoluto. Dopo di lui è la volta di Silla, che governa lo Stato fino al 78 a.C.. Le sue riforme, miranti a rafforzare il potere del Senato contro il partito popolare, furono poi annullate nel 70 dai consoli Pompeo e Crasso. Entrambi avevano interesse a ottenere i voti dei plebei, sempre più numerosi e disoccupati, perciò ripristinarono molte leggi in loro favore. Approfittando delle guerre interne ed esterne di Roma, bande di pirati si erano stabilite sulle coste di Creta e dell’Asia Minore. Infestavano il Mediterraneo con vere e proprie flotte da guerra e procuravano danni gravissimi ai commerci di Roma. Nel 67 il Senato affida a Pompeo il compito di reprimere la pirateria. Dotato di mezzi enormi e di poteri straordinari, in soli tre mesi il generale romano spazza via i pirati e distrugge le loro basi. Diventa così l’uomo più potente di Roma. L’ascesa di Giulio Cesare e il primo triumviratoNel 64 a.C. Roma attraversa un momento di grave pericolo quando Catilina, uomo politico di parte popolare, approfittando dell’assenza di Pompeo, organizza una congiura per impadronirsi del potere. Il console in carica, il celebre oratore Cicerone, riusce tuttavia a denunciare il complotto e a soffocarlo prima che Catilina possa mettere in pratica i suoi piani. Frattanto il Senato, temendo la potenza di Pompeo si rifiuta di concedere le terre che il console aveva promesso come premio ai suoi veterani. Offeso e danneggiato, Pompeo decide di togliere potere ai senatori, accordandosi con Crasso e con un uomo che sta emergendo sulla scena politica romana: Giulio Cesare, un patrizio che è riuscito a diventare capo del partito popolare. Nel 60 a.C. i tre uomini concludono un patto, il primo Triumvirato. In cambio del suo appoggio a Pompeo, Cesare si assicura per un periodo di cinque anni la carica di proconsole (governatore) delle colonie della Gallia Cisalpina – la zona della pianura padana - e della Gallia Narbonese, cioè delle terre del Sud della Francia. La conquista della GalliaNel 58 a.C. Giulio Cesare raggiunge le province della Gallia. Sconfigge gli Elvezi, poi affronta e ricaccia indietro anche i Germani. Da allora in poi Cesare non arresta più la sua marcia, dirigendosi dapprima verso il Nord della Gallia, poi verso la sua parte occidentale. Nel giro di appena due anni riesce a occuparla completamente fino al Reno. Frattanto a Roma la vita politica si fa sempre più confusa e violenta: i capi delle fazioni dei popolari e degli aristocratici organizzano bande armate, e con esse si scontrano per le strade con gli avversari politici, provocando sanguinosi disordini. Cesare, Pompeo e Grasso si incontrano una seconda volta a Lucca nel 56 a.C. per rinnovare i loro accordi e spartirsi le province: Cesare si assicura per altri cinque anni il governo delle Gallie, Pompeo si riserva la Spagna e Crasso sceglie la Siria. Anche quest’ultimo vuole procurarsi la gloria militare come i suoi colleghi, e dà inizio alla conquista del regno dei Parti; ma nel 53 a.C. è sconfitto e ucciso. Rientrato in Gallia, Cesare ricaccia al di là del Reno alcune tribù germaniche che avevano tentato di valicarlo, e per due volte sbarca in Britannia, senza però soffermarsi sull’isola. Nel 52 a.C. Vercingetorige, un capo dei Galli, si mette a capo di una grande rivolta contro Roma. In breve tempo molte tribù celtiche si uniscono a lui. Cesare deve ricorrere a tutta la sua abilità per domare l’insurrezione. Vercingetorige viene infine sconfitto nel 51 ad Alesia, e Cesare può celebrare un grandioso trionfo. L’intera Gallia viene trasformata in provincia, assorbendo rapidamente la civiltà romana. La guerra civileDopo la morte di Crasso in Siria, Pompeo e Cesare sono ormai divenuti entrambi troppo potenti, e quindi destinati a scontrarsi. Il Senato, temendo che Cesare porti al potere il partito popolare, si appoggia a Pompeo, nominandolo console senza collega (di fatto, un dittatore). È un’aperta violazione agli ordinamenti della repubblica, per di più il Senato nel 49 a.C. ordina a Cesare di tornare a Roma senza esercito. Cesare rifiuta e, alla testa di una legione, passa il fiume Rubicone, che segna il confine fra il territorio di Roma e la provincia della Gallia, marciando sulla capitale: in questo modo fa scoppiare la guerra con Pompeo. All’avvicinarsi delle truppe di Cesare i capi del partito aristocratico fuggono da Roma, mentre Pompeo si reca in Oriente per organizzare un esercito. Impadronitosi di Roma, Cesare si comporta con moderazione; quindi affronta il rivale Pompeo a Farsalo, in Macedonia, lo sconfigge e lo costringe a rifugiarsi in Egitto presso il re Tolomeo (48 a.C.). Quest’ultimo, però, desideroso di farsi amico Cesare, fa uccidere Pompeo a tradimento. I seguaci di Pompeo, fra i quali i suoi figli, Sesto e Gneo, continuano a combattere. Cesare soffoca i loro tentativi di riscossa con alcune rapide campagne militari: i pompeiani sono definitivamente battuti a Tapso, in Africa, nel 46 a.C., e l’anno successivo a Munda, in Spagna. Il dittatore a vitaGiulio Cesare rimane dunque il vincitore del lungo conflitto civile che per anni ha insanguinato la repubblica romana. Nominato dittatore a vita, avvia un vasto programma di lavori pubblici per diminuire il numero dei disoccupati; fonda nuove colonie in Asia, in Africa, in Gallia, per consolidare le nuove conquiste e ricompensare i suoi fedeli veterani con concessioni di terre. Appare tuttavia chiaro che la repubblica romana è avviata a trasformarsi in una monarchia, anche se Cesare non vuole ancora assumere il titolo di re. I sostenitori della vecchia tradizione repubblicana non possno sopportarlo e organizzano una congiura, della quale fa parte lo stesso Bruto, figlio adottivo di Cesare. Alle Idi di marzo (15 marzo) del 44 a.C. i congiurati assalgono Cesare in Senato e lo pugnalano a morte. Roma contro l’OrienteNel suo testamento Cesare aveva nominato erede un suo pronipote, Caio Ottavio, adottandolo col nome di Caio Giulio Cesare Ottaviano. Il console Marco Antonio, capo dei sostenitori di Cesare, propone un’alleanza a Lepido – che comandava le legioni della Gallia - e a Ottaviano, per liberarsi del controllo del Senato. Nasce così il secondo Triumvirato (43 a.C.), composto da Ottaviano, Antonio e Lepido. Le truppe dei tre sconfiggono a Filippi, in Macedonia. nel 42 a.C. l’esercito di Bruto e degli altri uccisori di Cesare. A questo punto Marco Antonio si stabilisce nelle province orientali. Qui si innamora della regina egiziana Cleopatra, che gli mette a disposizione le immense ricchezze del suo regno, dividendo con lui il potere. Il trionfo di OttavianoOttaviano approfitta abilmente dei sospetti che i Romani hanno contro Cleopatra, la “regina straniera”, e riesce a far credere che Antonio sia diventato un nemico di Roma. Si giunge così allo scontro aperto. La flotta egiziana è sconfitta ad Azio nel 31 a.C.. Fuggiti ad Alessandria d’Egitto, Antonio e Cleopatra, per non cadere nelle mani del nemico, preferiscono togliersi la vita. Scomparsi gli ultimi avversari in grado di contrastarlo, Ottaviano rimane l’unico padrone di Roma, e si prepara a trasformare la repubblica in un suo dominio personale, in un impero. Augusto crea I’mperoOttaviano garantisce la pace e la stabilità dopo le devastazioni delle guerre civili e restaura profondamente lo Stato. Il suo governo è di fatto monarchico, ma Ottaviano mantiene la forma delle istituzioni repubblicane: si tratta quindi di un principato, cioè del potere del principe del Senato («princeps», “il primo”, inteso come il “primo per importanza fra tutti i senatori”), una specie di presidente a vita del Senato. Ottaviano assume anche il titolo di «imperator» “comandante supremo dell’esercito”, ma col tempo si fa assegnare anche le cariche di console, tribuno, censore e pontefice massimo. Nel 27 a.C., infine, gli viene conferito il titolo di «Augustus» (“degno di essere venerato”), assunto poi da tutti i suoi successori. Il Senato perde importanza, dato che tutte le questioni vitali per lo Stato vengono decise da Augusto. I governatori delle province devono rendere conto non più al Senato, ma all’imperatore. Nei primi anni del suo principato Augusto vuole che Roma diventi una città degna di essere la capitale del mondo: fa perciò costruire palazzi sontuosi, ponti, piazze, terme, acquedotti e il Foro detto di Augusto. Dopo le guerre civili Augusto manda in congedo buona parte dell’esercito, riducendolo a 28 legioni di circa 6000 uomini ciascuna, formate soltanto da volontari. Le legioni vengono distribuite nelle province imperiali, per difenderne i confini. Augusto desidera la pace, per cui non conduce più grandi guerre: l’impero di Roma è ormai troppo grande e difficile da governare, e preferisce difendere le conquiste già fatte. Viene completata l’occupazione della Spagna, e i confini settentrionali vengono rafforzati con la creazione di due nuove province sulle Alpi, il Norico e la Rezia (più o meno le attuali Austria e Svizzera). La linea di confine del Danubio è raggiunta con la conquista della Pannonia (oggi Ungheria). Viceversa i tentativi di espandere il dominio romano nella vasta regione al di là del Reno, la Germania, vanno incontro ad un disastro: nel 9 d.C. tre legioni sono distrutte dal capo germanico Arminio nella selva di Teutoburgo. Ogni tentativo di avanzata in Germania viene abbandonato per sempre. |
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Torix
il druido
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un
romanzo storico sulla conquista della Gallia
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Indice dei capitoli |
| Lantica sapienza dei druidi |
| La festa dei druidi |
| La religione degli alberi |
| Schiavo dei Romani |
| Il Genio militare |
| Il ponte del cambiamento |
| Le lumache. Come i Romani vincono un assedio |
| Gli uomini di Giulio Cesare. I comandanti romani in Gallia |
| Giulio Cesare e l’assedio di Alesia |
| Le fortificazioni e l’assedio di Alesia |
| Alesia: La battaglia finale. Sconfitta di Vergingetorige |
| La guerra civile tra Giulio Cesare e Pompeo |
| La corona da "re di Roma" per Giulio Cesare |
| L’architetto del Foro romano |
| Ora sono un vecchio architetto originario della Gallia |
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| Piccolo glossario di Storia romana |
| Piccolo questionario di Storia romana |
| La storia della guerra civile tra Cesare e Pompeo |
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